Sciopero contro i test Invalsi al Giovanni Valle

Centro del Coordimamento studenti medi non sono entrati a scuola in segno di protesta. Manifestazioni anche al Modigliani e al Fusinato
16/05/2012 Roma, professori e studenti protestano sotto la sede del ministero dell'Istruzione contro l'uso dei test Invalsi
16/05/2012 Roma, professori e studenti protestano sotto la sede del ministero dell'Istruzione contro l'uso dei test Invalsi

PADOVA. Un centinaio di studenti all’Istituto Giovanni Valle, all’Arcella, legati al Coordinamento studenti medi (vicino ai centri sociali), sta scioperando contro il test Invalsi che si svolge stamattina nelle scuole superiori e alle medie. Questi cento studenti non sono entrati in classe e stanno manifestando, con tanto di striscioni, davanti a scuola. Altre manifestazioni al liceo artistico Modigliani in via Scrovegni e alla succursale “Fusinato” del liceo Marchesi, in via Montesanto.

L’assemblea è durata un'ora, guidata dalla “pasionaria” Lara Bonetto davanti all’ingresso dell’istituto professionale Giovanni Valle, all’Arcella. Dopo la spiegazione dei motivi sostenuti anche dai Cobas, Usb e Cub contro le Prove Invalsi , anche gli studenti delle seconde classi, che, poi, sono quelli che oggi devono sostenere i test nazionali che arrivano dal Ministero di Viale Trastevere, sono entrati nelle rispettive classi. “ I ragazzi si sono impegnati a scrivere le risposte con la matita, scelta che, naturalmente, comporta l’annullamento oppure a scrivere sugli elaborati i motivi reali della nostra protesta, visto che noi le prove le giudichiamo insulse ed inutili.” dice Lara, studentessa di quarta. “ Per noi questo è già un successo.” Analoghe manifestazioni sono state tenute davanti al liceo artistico Modigliani, in via Scrovegni ed al magistrale Fusinato, succursale del Marchesi in via Montesanto. Lezioni regolari,invece, al Nievo, allo Scalcerle, Curiel e Selvatico.

All’agitazione si associano Cobas, Cub e Usb alle prove Invalsi. I sindacati di base, come già negli anni passati, stanno conducendo un battaglia a muso duro contro le prove, introdotte in Italia non molti anni fa, che hanno l’obiettivo di misurare la qualità dell’apprendimento e dell’istruzione in ogni singolo istituto.

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