Scontri del 14 novembre, blitz della polizia con perquisizioni e arresti

Operazione delle forze dell’ordine dopo gli scontri in piazzale stazione nella giornata dello «sciopero europeo». Dalle prime informazioni ci sarebbero 4 persone sotto accusa
BARSOTTI - SCONTRI IN STAZIONE
BARSOTTI - SCONTRI IN STAZIONE

PADOVA. È scattata all’alba l’operazione di polizia nei confronti dei militanti che hanno partecipato allo sciopero dello scorso 14 novembre, manifestazione internazionale che si era conclusa con scontri in piazzale stazione tra la polizia e un gruppo di manifestanti dei centri sociali.

I provvedimenti giudiziari riguardano 4 persone: per due di queste sono stati disposti gli arresti domiciliari, per gli altri due invece ci sarà l'obbligo di firma. Dovranno rispondere di lesioni in concorso (per gli agenti feriti negli scontri), di uso di armi improprie (gli scudi e i caschi utilizzati) e di resistenza a pubblico ufficiale.

Sotto accusa altre dieci persone, alcune delle quali sottoposte a perquisizione. Verranno denunciate per interruzione di pubblico servizio per aver interrotto tram e autobus su corso del Popolo.

Durante gli scontri tre agenti erano rimasti contusi, uno in particolare era stato ferito a una gamba da una bomba carta di fattura artigianale. A quanto si apprende da fonti della procura padovana, durante la perquisizione nell’abitazione di uno dei destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare sarebbe stato trovato un barattolo di nitrato di potassio, sostanza chimica comunemente utilizzata per la fabbricazione di ordigni esplosivi.

La solidarietà degli studenti: "Torneremo in piazza". Con un comunicato il Coordinamento degli studenti medi ha espresso solidarietà agli arrestati. "Chiediamo a nome di tutti gli studenti che si sono mobilitati negli scorsi mesi l'immediata revoca di queste misure cautelari e l'apertura di un dibattito costruttivo sulle problematiche che ci hanno portati in piazza perché la risposta non può e non deve essere questo ridicolo tentativo di repressione della polizia, derivato da una politica cittadina ottusa, che chiude gli occhi di fronte al dissenso - scrivono gli attivisti - Per questi motivi nei prossimi giorni parteciperemo e saremo tra i protagonisti di tutte le mobilitazioni contro la vergognosa operazione di questa mattina".+

I Cobas della scuola: "Operazione sproporzionata". "Riteniamo che questa operazione giudiziaria, assolutamente sproporzionata rispetto alle caratteristiche di quella giornata di sciopero e lotta, sia una forma di intimidazione 'legale' posta in essere per tentare di bloccare, di arginare l'insofferenza diffusa e montante nel nostro paese, che è attanagliato da una profonda crisi economica e da impoverimento diffuso - si legge in un comunicato firmato dai Cobas della scuola - Abbiamo promosso quella giornata di mobilitazione sociale, vi abbiamo partecipato con entusiasmo, siamo solidali con tutti i manifestanti, tanto più con coloro che le forze repressive hanno voluto punire per  la loro generosità".

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