Scontro tra il sindaco di Noventa Padovana ed Etra: Bano chiede le dimissioni di Frasson
Sale la tensione tra il sindaco di Noventa Padovana Marcello Bano ed Etra. Il primo cittadino accusa la società di una gestione «disastrosa» del servizio rifiuti e chiede un passo indietro del presidente Flavio Frasson.

Qualcuno aveva cercato di scongiurarlo nei giorni scorsi. «Meglio andarci con i piedi di piombo», ammonivano in diversi, sia pur per quieto vivere. Invece no. Marcello Bano decide di rompere del tutto. Si alza così il livello dello scontro tra il sindaco leghista di Noventa Padovana e Etra, la multiutility pubblica che gestisce il servizio idrico e la raccolta dei rifiuti in numerosi Comuni padovani (e non solo). Al centro della contesa ci sono i conti del servizio rifiuti e, soprattutto, la gestione della società.
Una polemica che assume anche una marcata dimensione politica, considerando che il presidente di Etra, Flavio Frasson, è il padrino politico del governatore Alberto Stefani.
La contesa
A innescare il confronto erano state le parole di Bano, pronunciate in consiglio comunale e sul nostro giornale, sui conguagli accumulati dal servizio di raccolta rifiuti. Il sindaco aveva parlato di oltre 14 milioni di euro nel biennio scorso e sostenuto l’opportunità di spacchettare la società, cedendo a un privato il ramo rifiuti.
Etra aveva replicato con toni durissimi, contestando le affermazioni del primo cittadino. «Non è dato sapere su quali basi si fondino le sconcertanti e gravi affermazioni fatte da Bano», aveva scritto la società in una nota, invitando il sindaco a consultare il bilancio di Etra, prima di formulare «accuse gravi e non veritiere». La multiutility aveva poi sottolineato che il possesso del 2,69% delle quote da parte del Comune di Noventa Padovana non comporterebbe alcun rischio per l’ente e che non ci sarebbe alcuna necessità di effettuare accantonamenti. Etra aveva ricordato di non aver registrato perdite negli ultimi quattro anni ma di aver conseguito un utile di 23,7 milioni.
«Siamo un’azienda sana, con i conti in regola e non accettiamo nessuna accusa di mala gestio. Se il sindaco Bano la pensa diversamente, che lo provi con numeri veri alla mano», le parole del presidente della società, che si è riservata la possibilità di adire le vie legali a tutela della propria immagine.
L’affondo di Bano
Una replica che, però, non chiude la partita. Anzi, la rilancia. Con Bano che, nel suo stile, alza il tiro. «È ora che qualcuno lo dica chiaramente: Etra è la nostra Alitalia e per il presidente Frasson è arrivato il momento di fare un passo indietro», esplode il sindaco, «lo esorto a dare atto immediatamente alla sua minaccia di querela contro il sottoscritto: sarà l’occasione per portare a conoscenza della magistratura l’imbarazzante situazione economica di questa azienda pubblica».
Bano accetta anche la sfida sui numeri: «Raccolgo volentieri l’invito a un confronto», prosegue, «anche se poco si accorda col maldestro tentativo di intimidazione giudiziaria, ma la gestione scomposta e dilettantistica della società sotto l’attuale presidenza ci ha abituati a questo e altro». Poi la precisazione: «I numeri da me citati non si riferiscono al bilancio societario ma al solo servizio di gestione rifiuti, i cui costi per legge devono essere integralmente coperti dalle tariffe».
È proprio su questo punto che, secondo Bano, si troverebbe il problema principale. «Così non è stato nel caso di Etra: il buco ammonta a 8 milioni per il 2024, 6,8 milioni per il 2025, 6,8 milioni stimati per il 2026, mentre per il 2027 la previsione fornita dalla stessa società per convincere i sindaci ad alzare per l’ennesima volta le tariffe era di ben 9 milioni».
E insiste: «Questi numeri, comunicati da Etra ai propri soci, dimostrano una gestione disastrosa. I cittadini, proprietari dell’azienda pubblica, hanno il diritto di conoscere questo scandalo e nessuna minaccia di querela potrà seppellire una verità ormai evidente a tutti». Il sindaco allarga quindi il campo della contestazione: «Nelle riunioni a porte chiuse, non esiste un solo sindaco disposto a difendere l’operato di Frasson e del suo Cda». Da qui la richiesta: «È tempo che i vertici di Etra lascino il posto ad amministratori più capaci».
Lo scontro, dunque, non sembra destinato a ricomporsi. Forse potrebbe riuscirci solo un intervento da Venezia.
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