Climatizzatori in classe, nel Padovano arrivano 236.000 euro a 75 istituti. Tutti i contributi

Ecco chi è stato ammesso al fondo che vale 3.153 euro a scuola per il raffrescamento. L’assessora di Padova Cristina Piva: «Con questa cifra se ne comprano al massimo due». Presidi divisi: «I fondi sono pochi, ma è pur sempre qualcosa di concreto». E c’è chi ribatte: «È quasi un’elemosina»

Felice Paduano
Ventilatore in una classe contro il gran caldo
Ventilatore in una classe contro il gran caldo

I più la definiscono «un’elemosina», ma ammettono «sempre meglio di niente». Il bando per installare climatizzatori nelle scuole – nato dopo il grande caldo di settembre – ha premiato 75 istituti di Padova e provincia, ma con un contributo di appena 3.153,57 euro ciascuno.

Questo perché il decreto del ministero guidato da Giuseppe Valditara, ha stanziato 20 milioni di euro per il «raffrescamento» di tutte le scuole d’Italia.

Le assegnazioni a Padova

In tutto alle 75 scuole padovane rientrate nella graduatoria sono stati assegnati 236.517 euro. Come detto, la somma per ogni scuola è sempre la stessa, nonostante siano diverse le dimensioni degli edifici e ci siamo differenze marcate per quanto riguarda il numero degli studenti e delle aule.

Una cifra monolitica che non tiene conto, tra l’altro, della grande differenza che esiste tra gli istituti superiori, che in genere sono contenuti in un solo edificio (ma ci sono anche le sezioni staccate e le succursali) e gli istituti comprensivi statali, che, quasi ovunque, comprendono numerosi plessi, in cui ci sono scuole primarie e medie.

Tutti i dati

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Presidi perplessi

Discordi i commenti dei presidi. Totalmente contro la scelta ministeriale l’assessora comunale all’istruzione, che in città funge da coordinatrice fra gli istituti comprensivi presenti in centro e nei quartieri. «È una miseria». osserva Cristina Piva, «gli stanziamenti per acquistare ed installare gli impianti di climatizzazione sono insufficienti. Con 3.153 euro ogni scuola può dotarsi solo di un solo impianto in una sola aula o al massimo due. Poi dovrebbero essere protette anche le segreterie, dove spesso gli addetti lavorano in condizioni di disagio».

Anche Enrico Ghion, preside del liceo Einstein, a Piove di Sacco e coordinatore provinciale dell’Anp (Associazione nazionale presidi, guidata a livello nazionale da Antonello Giannelli), commenta negativamente le scelta del ministero: «Siamo davanti ad una quota minimale», osserva l’ex preside del Selvatico, «uguale per tutte le scuole, indipendentemente dalla loro grandezza e complessità, sufficiente ad acquistare solo un paio di condizionatori o, in alternativa, una cinquantina di ventilatori. Cosa rinfreschiamo con questi pochi soldi? Solo per quanto riguarda gli esami di maturità ho otto commissioni da gestire con i relativi spazi. Mi è sembrato un annuncio deludente alla prova dei fatti».

Meglio di niente

Diversi, invece, i commenti dei presidi Giuseppe Turetta (titolare al Calvi e reggente all’Ic Santini a Noventa), Giuseppe Sozzo dello Scalcerle (dove studiano 1.500 studenti) e Concetta Ferrara del Nono comprensivo. «Con questi soldi avremo scuole più fresche ed ambienti di apprendimento più confortevoli», dice Turetta, «con il ministro Valditara c’è più attenzione al benessere climatico degli studenti, dei docenti e del personale all’interno degli edifici scolastici».

Più lungo il commento del preside Sozzo: «Mi pare poca cosa, ma il poco è sempre meglio di niente», osserva, «bravo Valditara. Spero che continui con scelte coraggiose e più finanziamenti alle scuole. Quando ho guidato un comprensivo a Selvazzano sono passato alla storia per avere ottenuto dal commissario prefettizio di allora, per la sede della scuola media, un climatizzatore che si è rivelato utilissimo: un risultato che, successivamente, non si è più ripetuto. Ci voleva Valditara per sbloccare la situazione. Almeno il nuovo ministro si muove».

Sintetico il parere della Concetta Ferrara: «Per iniziare vanno bene», sottolinea la preside del Nono Ic, «mi auguro che questi fondi vengano incrementati nei prossimi anni».

 

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