Scuola dei vigili del fuoco nell’area dell’Allegri: la promessa del governo
Il ministro dell’Interno Piantedosi ha assicurato l’impegno per la nuova struttura. Progetto da 40 milioni: sorgerà nell’area dell’ex Aeronautica e avrà 200 allievi

Era la fine del 2021 quando i militari dell’Aeronautica lasciavano dopo 60 anni l’area militare a fianco dell’aeroporto Allegri, in via Sorio. Un trasloco necessario per realizzare il terzo centro di formazione allievi dei vigili del fuoco in Italia, dopo quelli di L’Aquila e Reggio Calabria. Dopo più di quattro anni quell’area è ancora vuota tra erbacce ed edifici abbandonati.
Ora il governo prova a riavviare il percorso di rinascita dell’area, con l’impegno del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di prendersi carico del problema. Nei bilanci del ministero è accantonata una dotazione finanziaria dedicata al progetto Allegri: per cui il problema non è finanziario, ma di «messa a terra». Insomma nonostante le differenze di vedute politiche – e i recenti scontri sulla zona rossa in stazione – sembra prevalere la leale collaborazione istituzionale tra il governo Meloni e Palazzo Moroni. Sempre che questi impegni non rimangano solo parole al vento.
Investimento da 40 milioni
La scuola nazionale dei vigili del fuoco è destinata ad accogliere ogni anno tra i 100 e i 200 allievi, pronti a diventare i futuri “angeli custodi” dei cittadini in caso di calamità naturali o gravi incidenti. L’investimento stimato è di circa 40 milioni di euro e l’area interessata è di 200 mila metri quadri. Si tratta della zona a fianco dell’aeroporto Allegri, dove sono presenti tutti gli edifici dell’ex caserma dell’Aeronautica militare.
Qualche anno fa l’amministrazione ha provveduto a frazionare l’area tra Agenzia del Demanio, Ministero della Difesa ed Enac. Resterà ovviamente anche la parte aeroportuale, utilizzata dall’aeroclub e per i voli sanitari di emergenza e trasporto organi. Tra i problemi da affrontare c’è quello dell’unico accesso all’area che si trova in via Sorio: dovrà essere superato definendo una viabilità interna che separi le diverse funzioni.
La scuola per i futuri pompieri
Tra i primi sostenitori dell’approdo all’Allegri della scuola dei vigili del fuoco ci sono stati l’ex prefetto Renato Franceschelli e il senatore dell’Udc Antonio De Poli. La necessità del corpo dei Vigili del fuoco nasce dal fatto che la storica scuola di formazione di Roma Capannelle, inaugurata da Mussolini nel 1941, non era più sufficiente ad accogliere tutti gli allievi.
Per questo sono stati pensati tre istituti di formazione tra Nord, Centro e Sud Italia. Quella dell’Allegri potrà diventare la scuola per pompieri di nuova nomina o con un livello di specializzazione più alto, l’unica nel Settentrione.
Verso la chiusura dell’hub migranti
Com’è noto oggi l’Allegri è anche hub temporaneo per i migranti – un centinaio di persone tra adulti e minori – sistemati in container, sempre nella parte dell’ex Aeronautica. Al di là delle voci di un centro permanente, Palazzo Santo Stefano ha pubblicato lo scorso autunno un bando per prolungare la gestione dell’attuale struttura per altri 2 anni.
È probabile che nel frattempo si riesca a completare l’iter autorizzativo per la scuola dei vigili del fuoco e dunque avviare i lavori di ristrutturazione degli edifici che ospiteranno sia il dormitorio per gli allievi che gli spazi per la didattica.
Nella fase progettuale sarà dovrà però essere coinvolta anche la Soprintendenza perché nell’area ci sono delle palazzine costruite più di 70 anni fa e dunque sottoposto a vincolo di tutela. Inoltre sarà necessario capire le condizioni di un’altra palazzina risalente agli anni ‘60, in particolare il rispetto delle normative antisismiche: all’interno c’erano circolo e camerate in uso all’aeronautica.
c.mal.
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