Il piano da 100 milioni del Comune di Padova per l’isolamento e i nuovi infissi per le scuole

L’obiettivo è la riqualificazione energetica di tutti i 104 edifici scolastici in città attraverso una partnership con una società privata che metterà i fondi in cambio dei risparmi. Gli assessori Bisato, Piva e Cera: «I lavori potrebbero iniziare già nel 2027»

Silvia Bergamin
Un'aula scolastica
Un'aula scolastica

I genitori manifestano per scuole più decenti, il Comune prova a dare delle risposte: 100 milioni di euro per l’efficienza energetica.

Soldi che non usciranno dalle casse di Palazzo Moroni, ma da un operatore privato dell’energia che ha formalizzato nei mesi scorsi una manifestazione d’interesse: il piano di riqualificazione energetica interesserà i 104 edifici scolastici di proprietà municipale, con l’obiettivo di ridurre di almeno il 30% il consumo di energia primaria.

Procedura in corso

Il Comune ha ricevuto una manifestazione d’interesse per la gestione del servizio energia, con progettazione ed esecuzione degli interventi, attraverso un partenariato pubblico-privato. La proposta riguarda il riscaldamento di 130 edifici comunali, 104 dei quali scuole. A fronte di un affidamento ventennale, l’operatore investirebbe circa 100 milioni in interventi strutturali, tra ristrutturazioni profonde, sistemi intelligenti di gestione, produzione locale di energia e un risparmio garantito superiore ai criteri ambientali minimi.

Palazzo Moroni continuerà a sostenere lo stesso costo energetico di oggi, circa 8 milioni l’anno. In cambio ottiene edifici riqualificati e di maggior valore, non deve investire in manutenzioni e sostituzioni degli impianti e dispone di scuole e uffici più confortevoli.

Gli interventi

L’assessore ai lavori pubblici, Alessandro Bisato, va nello specifico: «Le operazioni saranno di due tipi. Le prime sull’involucro: cappotto sulle pareti, isolamento delle coperture e nuovi serramenti basso emissivi. E poi sugli impianti: pompe di calore, geotermiche o ibride, oppure generatori a condensazione. Negli edifici destinati a diventare nZeb – ovvero a consumo di energia quasi zero – si aggiungono fotovoltaico con accumulo, ventilazione meccanica con recupero di calore, luci a led e un sistema di controllo di tutti i servizi energetici».

Gli assessori Alessandro Bisato, Cristina Piva e Margherita Cera
Gli assessori Alessandro Bisato, Cristina Piva e Margherita Cera

Bisato insiste sul meccanismo: l’operazione permette di «realizzare investimenti rilevanti tramite capitali privati», con un modello che trasferisce al concessionario anche il rischio di gestione e di performance. «I lavori in alcune scuole dovrebbero cominciare nel 2027», aggiunge. Intanto i genitori manifestano per chiedere scuole sicure e confortevoli: «Stiamo agendo per dare loro delle risposte».

Margherita Cera – assessora al patrimonio, alla transizione digitale e all’innovazione – evidenzia: «Si tratta di un intervento che va nella direzione di una trasformazione intelligente del territorio. Ci consentirà di raccogliere e organizzare i dati relativi ai consumi energetici degli edifici coinvolti, garantendo un monitoraggio costante e una manutenzione più efficace, oltre a una migliore pianificazione degli interventi futuri».

La scelta degli edifici

Cristina Piva, assessora all’edilizia scolastica, parte da una constatazione: «È innegabile che molti degli edifici del Comune non versino in condizioni ottimali dal punto di vista energetico ma anche strutturale. Quattro nidi sono stati ristrutturati con quasi 4,5 milioni del Pnrr e non avranno bisogno di altro. Se il grosso dell’efficientamento sarà a carico del partenariato, l’edilizia scolastica comunale potrà occuparsi di bagni e pitturazioni».

«I genitori e le famiglie che aiutano, come hanno fatto ieri, a mettere un faro sul tema degli asili e delle scuole vanno ringraziati», osserva il sindaco Sergio Giordani. «Con la propaganda spiccia che gira su altri temi del tutto strumentali e con le molte fake news che viaggiano per creare divisioni, questa invece è una questione decisiva. Abbiamo fatto molto, ma vogliamo fare di più, e ci impegniamo a un piano straordinario a 360 gradi sul tema della scuola. Una scuola accogliente, inclusiva, per tutti è la chiave di volta per un futuro più sereno e bello per la comunità. Continueremo il dialogo».

 

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova