Seicento padovani colpiti dall’influenza: il picco a febbraio

Più di seicento padovani hanno trovato l’influenza sotto l’albero. Il virus stagionale quest’anno non si è fatto attendere e ha lasciato a letto tantissimi prima del previsto

Più di seicento padovani hanno trovato l’influenza sotto l’albero. Il virus stagionale quest’anno non si è fatto attendere e ha lasciato a letto tantissimi prima del previsto. Il primo picco è stato registrato proprio in questi ultimi giorni in concomitanza con l’abbassamento delle temperature, ma il vero incremento è atteso per l’inizio di febbraio. A Padova quasi tre persone ogni mille hanno dovuto fare i conti con i sintomi dell’influenza e del raffreddore. Febbre alta, spossatezza, nausea e malessere vanno a braccetto con mal di gola, tosse e starnuti. A farne le spese sono come sempre per la maggior parte bambini e anziani, appartenenti alle fasce più deboli, che non sono riusciti a contrastare il virus in seguito al cambio di temperatura.

La durata della malattia va dai 5 agli 8 giorni dopodiché si entra nella fase della convalescenza. Attenzione alle persone anziane o colpite da malattie croniche perché sono a rischio complicanze: polmoniti e problemi cardiaci possono richiedere il ricovero in ospedale e in alcuni casi provocare la morte. Per prevenire il contagio i medici consigliano di coprirsi con abbigliamento adeguato facendo attenzione agli sbalzi di temperatura, seguire una sana alimentazione ricca di vitamina C ed evitare di frequentare luoghi particolarmente affollati e non arieggiati. C’è ancora la possibilità di vaccinarsi rivolgendosi al proprio medico di famiglia, al pediatra di comunità o all’Ulss 16. A Padova già da novembre sono arrivate più di 90 mila dosi, ma il rischio è che i ceppi virali contenuti nel siero non siano sufficienti ad assicurare la totale copertura dalla malattia.

Secondo il report pubblicato recentemente dal Centro europeo per il controllo e prevenzione delle malattie è probabile che il virus in questi mesi si stia modificando. La conseguenza è che lo scudo del vaccino potrebbe risultare leggermente meno efficace, ma comunque utile per il resto dei virus influenzali in circolazione. Il nuovo ceppo virale protagonista della stagione influenzale 2014/2015 è l’A/H3N2 Texas. Il vaccino distribuito oltre a contenere l’antigene per l’A/H3N2 Texas ha anche quello per l’H1N1 California e l’H1N1 Massachusetts, entrambi già presenti nelle scorse stagioni. La protezione dura almeno fino al mese di aprile quando in genere si ritiene conclusa l’epidemia. (e.f.)

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