Selvazzano, doppio raid in meno di un mese: sfondano le porte ma non rubano nulla
Ladri ancora in azione in via Euganea a Selvazzano Dentro: nel mirino un’osteria e un centro estetico. Danni per 5 mila euro, indagano i carabinieri

Due vetrate sfondate nella notte fra sabato e domenica, la stessa porta forzata per la seconda volta in meno di un mese: è il bilancio dell’ultimo raid messo a segno ai danni di due attività commerciali di via Euganea, a pochi passi dal centro di Selvazzano Dentro. A finire nel mirino dei ladri sono stati l’osteria messicana Terrasa Cha Cha Cha e, accanto, il centro estetico Amor Beauty.
A scoprire i danni – vetri ovunque, infissi divelti – sono stati i titolari ieri mattina. Attoniti, hanno allertato i carabinieri: il danno complessivo per le due attività si aggira sui 5.000 euro.
Blitz contro il re dello spritz
Alla guida dell’osteria messicana c’è Federico Contin, per tutti semplicemente Chicco, volto noto della ristorazione cittadina e della movida padovana: fondatore dei Navigli al Portello nel lontano 2006, negli anni ha aperto e gestito diversi bar e trattorie in città. Ma quello che sta vivendo con la sua ultima creatura, inaugurata appena lo scorso 10 giugno, ha del paradossale.
A fine luglio, infatti, la stessa porta era già stata forzata con le medesime modalità, senza che i malviventi portassero via nulla. A distanza di meno di un mese il copione si è ripetuto identico: porta sfondata, nessun bottino, solo danni materiali.
Una situazione che lo stesso Contin fatica a spiegarsi: «In trent’anni di lavoro non avevo mai subito un furto, e ora in venti giorni mi ritrovo due volte a vivere la stessa follia. È talmente incredibile, che non pare neppure vero», osserva l’imprenditore. Anche questa volta i malviventi avrebbero utilizzato un piede di porco per forzare l’accesso, senza però riuscire a portare via nulla: «Cosa pensano di trovare? Non c’è nulla da rubare, le porte sono blindate e pesantissime da abbattere, ora le sbarreremo per bene».
Fotogrammi da analizzare
A rendere ancora più incomprensibile l’accaduto, secondo il titolare, è la presenza di un sistema di videosorveglianza che copre l’intera zona: «Quello che è successo è allucinante, anche perché ci sono impianti di videosorveglianza, tutta la zona è monitorata. Speriamo le immagini possano ora tornare utili», aggiunge Contin, che confida nei fotogrammi per risalire agli autori dei due episodi. Sul caso indagano i carabinieri della stazione di Selvazzano, che dovranno verificare se i due raid in così poco tempo siano opera della stessa mano e se le telecamere della zona abbiano effettivamente ripreso qualcosa di utile alle indagini.
Un cartello: «Porte aperte»
Nonostante la rabbia, l’imprenditore non perde il senso dell’ironia e annuncia già la contromossa: «Metterò un cartello in cui dico “le porte sono aperte”. Lo dico seriamente ai vandali: servitevi pure da bere, mi costate meno se bevete invece di sfondare le porte».
Resta il danno – materiale e morale – per un’attività che da pochi mesi aveva scommesso su un nuovo format nel cuore di Selvazzano, particolarmente apprezzato per il mix veneto e messicano, e che ora si trova a dover blindare ulteriormente i propri ingressi, con una sensazione di profondo smarrimento: nessuna cassa forzata, solo porte distrutte, vetri ovunque e una furia che – al momento – appare senza senso.
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