Ex presidente dell’Usma di Caselle muore in vacanza a 68 anni
Antonio Celi si trovava in Calabria, sua terra d’origine, quando ha perso la vita. Per anni era stato un apprezzato dirigente dello sport a Selvazzano. Era stato tra i cofondatori della società Janus

La notizia della morte di Antonio Celi, avvenuta il 31 agosto all’ospedale Dulbecco di Germaneto (Catanzaro), ha creato sconforto e dolore a Selvazzano, dove il sessantottenne viveva con la famiglia e dov’era molto amato e stimato per essere stato per anni un apprezzato dirigente nel settore dello sport selvazzanese.
Celi si trovava in Calabria, sua terra di origine, con la famiglia per un periodo di vacanza, come faceva ogni estate. Lascia la moglie Anna, i figli Mattia e Andrea, le nuore Sara e Sofia e gli adorati nipotini Martina e Samuele. I funerali si sono tenuti mercoledì 2 settembre nella chiesa madre di Sersale.
Celi agli inizi degli anni 2000 era stato presidente dell’associazione sportiva Usma di Caselle. «Antonio era un grande appassionato di sport e durante il suo mandato ha profuso tutte le sue energie per assicurare un futuro all’Usma e a tutto lo sport di Selvazzano», si legge nella pagina Facebook dell’associazione oggi presieduta da Giampaolo Peccolo. «Antonio ha portato il testimone per un tratto di strada importante, con impegno, generosità e dedizione».
Era un esperto in ambito assicurativo e amava viaggiare. E ancora, alle elezioni amministrative del 2024 si era candidato nella lista di Fratelli d’Italia che aveva come candidato sindaco Mariano Fuschi, pur senza essere eletto.
«Abbiamo perso una grande persona, un grande uomo, un grande padre, un grande amico», afferma il consigliere regionale Enoch Soranzo che ha conosciuto Celi durante i suoi due mandati da sindaco di Selvazzano. È stato tra i co-fondatori della società sportiva Janus. Era una persona capace di unire, non amava i dualismi. «Piuttosto faccio io un passo di lato, ma cresciamo insieme», era il suo motto.
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