Selvazzano, stop al progetto delle piscine: il Comune estingue un mutuo da 8 milioni

La Giunta Piron rinuncia al completamento dell’impianto natatorio Carlo Pedersoli di Tencarola secondo il progetto originario e avvia l’iter per estinguere anticipatamente uno dei due mutui. Dal 2027 il risparmio previsto supera i 300mila euro l’anno

Gianni Biasetto
Selvazzano, stop al progetto delle piscine
Selvazzano, stop al progetto delle piscine

 

Il Comune di Selvazzano abbandona definitivamente l’idea di completare l’impianto natatorio Carlo Pedersoli di viale della Repubblica, a Tencarola, come da progetto originario del 2017, e decide di estinguere anticipatamente uno dei due mutui aperti con il Credito sportivo che complessivamente ammontano a 8 milioni di euro.

La decisione è stata presa mercoledì dalla Giunta Piron che ha avviato l’iter per la restituzione del finanziamento, ora spetta al Consiglio ratificare la delibera. Intanto, mentre il cantiere è fermo dal 2021 a causa del fallimento della ditta incaricata a eseguire l’opera e il Comune ha risolto il contratto con il Consorzio che aveva vinto la gara d’appalto, le rate semestrali continuano a essere pagate.

«Circa 465.000 euro l’anno per i due mutui insieme», fanno sapere dal Comune, «risorse sottratte a manutenzioni e spesa sociale». Giacciono nelle casse comunali circa 3,7 milioni di euro destinati alle piscine, risorse inutilizzate a causa dell’interruzione dei lavori. Dal 2027, qualora il consiglio comunale approvasse la proposta della Giunta, la rata complessiva scenderebbe da 465.000 euro a 140.000, liberando oltre 300.000 euro l’anno per il bilancio in un momento in cui le spese correnti crescono e le entrate diminuiscono.

Progetto non più sostenibile

Uno studio di fattibilità commissionato a tecnici esterni evidenzia che per completare il Lotto 1, cioè i lavori già appaltati, servirebbero oltre 4,9 milioni di euro di soli lavori e oneri di sicurezza, circa 5,4 con l’Iva, oltre alle spese tecniche.

Le risorse disponibili non bastano nemmeno per il Lotto 1 (una sola vasca coperta finita, le altre al grezzo, senza centro benessere, zona fitness e spazi esterni). Per finire anche il Lotto 2 servirebbero 9,1 milioni di euro complessivi, a fronte di una spesa originaria di 4,7 milioni per gli stessi lavori. Il quadro economico dell’intero progetto passerebbe da 10,9 a 15,8 milioni mentre lo studio di fattibilità quantifica una perdita di gestione di almeno 100.000 euro l’anno.

Sindaco e assessore

«Ridurre i costi del mutuo della piscina è un imperativo morale, civile e politico», spiega il sindaco Claudio Piron. «Ogni buon padre di famiglia, consapevole delle risorse a disposizione, programma secondo buonsenso e prudenza gli impegni che andranno a condizionare la vita della famiglia. Così fanno i saggi imprenditori, che programmano lo sviluppo con lungimiranza. Perché questo non dovrebbe essere il modo di agire anche della pubblica amministrazione?».

«Non stiamo affondando un progetto: stiamo smettendo di pagare interessi su un’opera ferma», conclude l’assessore Andrea Chiodi. «Chi sostiene che i soldi ci sono per completarla deve dire da dove li prende, perché lo studio dice il contrario».

 

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