Sesso, «allarme maschi» a Padova: calo del desiderio e fertilità a rischio

PADOVA. Tra i giovani sono in aumento le manifestazioni andrologiche cliniche e i disturbi della funzionalità sessuale. È quanto emerso dal progetto Androlife in Veneto, la campagna di prevenzione andrologica rivolta ai giovani maschi dai 18-35 anni che rientra tra i progetti di prevenzione della Fondazione Foresta Onlus e che quest’anno ha come testimonial Alessandro Gassman. Dalle visite effettuate, 950 in tutto il Veneto, oltre il 30 per cento dei giovani presentava manifestazioni andrologiche cliniche.
In particolare, al 31 per cento è stato diagnosticato il varicocele, al 12 per cento infezioni del tratto genitale, al 15 per cento problematiche sessuologiche, al 7 per cento riduzione del volume del testicolo, al 2, 5 per cento criptorchidismo e a un 1 per cento neoplasie testicolari. «Questi risultati dimostrano come già a 18 anni - ha detto Carlo Foresta, presidente della Società di Andrologia e Medicina della Sessualità che ha promosso il progetto Androlife - è possibile rilevare patologie del sistema riproduttivo, che, se individuate precocemente, possono essere trattate per evitare che, in età più adulta, il potenziale di fertilità sia definitivamente compromesso e si debba ricorrere a tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA), che richiedono importanti risorse economiche ma soprattutto grandi coinvolgimenti psicologici ed emotivi della coppia». Non solo. Secondo l’esperto, in gioco ci sarebbe la qualità della vista sessuale dei giovani. Il dato sicuramente più eclatante, infatti, riguarda il 15 per cento dei soggetti che lamenta disturbi della funzione sessuale. Di questi, oltre il 46 per cento ha dichiarato di soffrire di eiaculazione precoce, il 17,4 per cento di disfunzione erettile e il 23, 2 per cento di calo del desiderio (nel 2004-2005 era solo l’1,7 per cento).
«Rispetto a 10 anni fa - ha spiegato Foresta - quasi il doppio dei giovani si ritiene insoddisfatto delle proprie performance sessuali. Se infatti nel 2004-2005 solo il 7 per cento lamentava disturbi nella funzionalità sessuale, ora parliamo del 15 per cento». Per questi motivi, la Fondazione Foresta Onlus consiglia a tutti i diciottenni una visita medica specialista. «Da un lato i giovani devono capire - ha detto Foresta - che non possono non rivolgersi al medico, anche quello di famiglia, dall’altro lato i medici di famiglia hanno l’importante ruolo di introdurre il giovane paziente a un primo livello di approccio clinico andrologico».
Calo del desiderio tra gli uomini. Negli ultimi 10 anni sono aumentati i giovani che soffrono di un calo del desiderio. Secondo i dati del progetto Androlife, presentati a Padova, su 950 giovani veneti di età compresa tra i 18 e i 35 anni, il 23 per cento lamenta una riduzione del desiderio. «Si tratta di una problematica - ha spiegato ancora Carlo Foresta - legata principalmente a due fattori: l’immaturità dei giovani uomini rispetto alle donne, oggi più aperte e meno disinibite; e l’aumento della sessualità multimediale, che spinge i giovani uomini a praticare una sessualità autonoma che poi li inibisce di fronte ai rapporti reali».
Allo stesso tempo aumentano i comportamenti a rischio per la fertilità e la funzionalità sessuale. Dai risultati è emerso che negli ultimi 10 anni è incrementata la percentuale di giovani che si definiscono fumatori, ma soprattutto è significativamente ridotta l’età della prima sigaretta. I fumatori sarebbero il 40 per cento, rispetto al 32 per cento rilevato nel 2004-2005, e l’età media in cui si è provata la prima bionda è intorno ai 14 anni, quasi un anno prima rispetto a un decennio fa. Per quanto riguarda l’assunzione di alcolici, rimane elevato il numero di giovani che dichiarano di assumere alcolici, ma tra questi è raddoppiato il numero di quelli che bevono con regolarità soltanto nel fine settimana. Il consumo dell’hashish sta diventando ormai una moda «abituale», poichè il 72 per cento degli intervistati ne ha dichiarato un uso saltuario, mentre il 28,3 per cento dichiara di consumarlo con una certa abitudine. «Non stupisce che tra gli intervistati è fortemente incrementata la frequenza di coloro che giudicano non soddisfacente la propria sessualità», ha commentato Foresta.
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