Sgominata la banda dei bancomat

CADONEGHE. L’autista, il palo, lo specialista, il gregario. Eccola qui, la “banda dei bancomat” stroncata dai carabinieri del Reparto operativo di Pordenone all’alba di lunedì in Veneto. Non l’unica sulla piazza, ma tra le più temibili per il numero di colpi messi a segno (almeno sedici) e per la determinazione a non farsi prendere. Ci sono voluti due anni di indagini, per arrestare tre dei quattro componenti, tutti giostrai. L’altra mattina, di rientro da Cadoneghe, dove avevano fatto saltare l’ennesimo bancomat alla filiale della banca Friuladria, nelle maglie dell’Arma sono finiti l’autista della banda, Emanuele Garbin, 38 anni, nato a Pordenone, residente a Trevignano (Treviso); il fratello Steven Garbin, 23 anni, nato a San Vito al Tagliamento, residente a Oderzo (Treviso), che aveva il ruolo del “palo”; Marco Maurutto, 26 anni, nato a Latisana, residente a Caneva, lo “specialista” che confezionava e collocava l’esplosivo. Per i tre, l’ipotesi di reato è concorso continuato in ricettazione, furto aggravato, detenzione e porto di esplosivi.All’appello manca il quarto complice, il cosiddetto gregario. L’uomo è riuscito a scamparla in quanto, cambiando i piani all’ultimo momento, dopo il colpo si era staccato dal gruppo. Agli arresti si è sommato il sequestro di 7 mila 400 euro (parziale bottino del bancomat di Cadoneghe), di una Maserati (rubata il 18 febbraio scorso da una concessionaria trevigiana), di svariati atrezzi, compresi un disturbatore di frequenze radio e diversi estintori.
Gli esiti dell’inchiesta sono stati illustrati ieri mattina, nella caserma dei carabinieri di Pordenone, dal comandante provinciale, colonnello Pasquale Di Chio, e da quello del Nucleo investigativo provinciale, capitano Mauro Maronese. L’attività investigativa ha preso le mosse a novembre 2011, all’indomani di un fallito assalto al bancomat di una banca friulana. Nel tempo in cui è durata l’inchiesta, fra tentati e consumati, gli inquirenti hanno addebitato alla banda una quindicina di colpi, molti dei quali messi a segno nella medesima notte. Quando decidevano di agire, infatti, i quattro si portavano dietro tre-quattro “marmotte”, come sono chiamati i congegni esplosivi confezionati in casa con lamierino e polvere pirica. A seconda di come andavano gli assalti, decidevano se ritentare altrove o meno.L’elenco include due colpi effettuati nel 2012 in Friuli, per poi passare al 2013 con altre esplosioni in Friuli il 16 febbraio a Fiume Veneto (Banca Popolare di Vicenza), il 18 febbraio 2013 a Casarsa (Bcc FriulOvest) e a Codroipo (Banca Popolare di Verona). Il 23 febbraio 2013 i banditi sono in Veneto, a Zevio di Verona (Baca Sello Nordest), il 25 febbraio 2013 a Barbarano Vicentino (Unicredit), e nelle località veneziane di Pianiga (Banca Padovana), Stra (FriulAdria) e Scorzè (Banca Popolare di Vicenza), il 27 febbraio a Pontecchio Polesine(Bcc Rovigo Banca), a Castelnovo Bariano (Bcc Rovigo Banca), a Occhiobello (Bcc Polesine Occidentale), per arrivare al 4 marzo con i colpi tentati a Martellago (Venezia) e Tombolo (Padova), e quello riuscito a Cadoneghe.
Manuela Boschian
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