Si ferma il cuore di una ragazza di 15 anni, salvata dal medico dei giocatori di rugby

ESTE. Esce dallo stadio e, appena fuori dall’impianto, si accascia a terra priva di sensi. Il suo cuore si è fermato per qualche minuto, e solo l’intervento del personale medico presente alla partita ha scongiurato la tragedia. È stato necessario anche l’uso del defibrillatore, altra azione fondamentale per salvare la vita della ragazzina.
La vicenda, fortunatamente a lieto fine, ha avuto luogo ieri mattina allo stadio Augusteo di via Maganza, struttura gestita dalla società C’è L’Este Rugby e che ieri ospitava il match Under 18 tra la squadra di casa – Antenore Euganei Rugby – e i pari età dei Rangers Vicenza. Alla gara, cominciata alle 11, stava partecipando da spettatrice una ragazzina di 15 anni di Este. L’adolescente, a un certo punto, ha abbandonato lo stadio.
Appena messo piede fuori dall’impianto, la quindicenne ha avvertito un malore che l’ha fatta crollare a terra, proprio sul marciapiede di via Maganza.
La scena non è passata inosservata agli spettatori dell’incontro di rugby, che hanno immediatamente chiesto l’intervento del medico presente in campo. Per regolamento, infatti, la società organizzatrice deve garantire un presidio medico. A soccorrere la ragazza è quindi arrivato il medico Teuyo Arnaud, 34 anni di Padova: «La ragazza era caduta da sola ed era incosciente» spiega il medico «Ho cominciato le manovre salvavita, non prima di essermi assicurato che qualcuno avesse preso contatto con il 118».
I soccorsi. All’arrivo dei sanitari del Suem, i medici hanno ritenuto fondamentale l’utilizzo del defibrillatore. Dopo la scarica, la quindicenne ha ripreso coscienza e la respirazione è ritornata alla normalità. È quindi stata trasportata in ambulanza in ospedale a Schiavonia. Qualora l’ambulanza avesse tardato, nell’impianto Augusteo era presente un altro defibrillatore pronto all’utilizzo.
Non è chiara la causa dell’improvviso malore toccato alla giovanissima, che tuttavia avrebbe familiarità con una sindrome legata proprio a una patologia cardiaca.
E a proposito di defibrillatore, l’incidente di ieri mattina arriva a un anno esatto dall’episodio del 5 dicembre 2017: quel giorno lo stadio di via Maganza stava ospitando un concentramento di minirugby con 150 atleti. Al controllo del personale addetto, tuttavia, il defibrillatore dello stadio era risultato guasto. Nell’impossibilità di recuperarne un altro in tempi brevi, la società C’è L’Este Rugby decise di mettere davanti a tutto la sicurezza e di annullare il torneo.
«La sicurezza prima di tutto», era stato il messaggio del presidente Renato Rossi e del direttivo della società atestina di rugby «Non abbiamo avuto dubbi sul da farsi e per la tutela dei bambini non abbiamo fatto giocare i match in programma, nonostante in certi momenti il defibrillatore paresse addirittura funzionare».
Primo: la sicurezza. «Lo sport, gli impianti sportivi, la presenza di professionale qualificato e di società serie diventano presidi di sicurezza. Cosa sarebbe successo se in la ragazzina si fosse sentita male in un luogo non frequentato, lontano dallo stadio, lontano da un medico e da una struttura dotata di defibrillatore?» ha voluto commentare l’assessore allo Sport Sergio Gobbo, dopo aver appreso del salvataggio.
«Come Comune di Este stiamo acquistando altri tre nuovi defibrillatori da distribuire in luoghi strategici della città. La cultura della sicurezza va sempre sostenuta ed episodi come questo ce lo confermano».
Ps: alla fine a spuntarla, sul campo, sono stati gli atleti di casa, che hanno domato i colleghi vicentini per 21-7.
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