Siccità, la nuova ondata di caldo piega ancora l’agricoltura
La nuova ondata di caldo mette sotto pressione la disponibilità d’acqua nel comprensorio del Consorzio di bonifica Brenta. La parte conclusiva della stagione irrigua si annuncia impegnativa: «Siamo ai livelli negativi del 2022»

La nuova ondata di caldo mette ancora sotto pressione la disponibilità d’acqua nel comprensorio del Consorzio di bonifica Brenta. A settembre la situazione resta seria e la parte conclusiva della stagione irrigua si annuncia particolarmente impegnativa.
Le previsioni indicano temperature elevate e condizioni di caldo afoso almeno per i prossimi 15 giorni. Le piogge delle ultime settimane non hanno cambiato il quadro. Gli episodi registrati sul territorio sono stati localizzati e caratterizzati da quantitativi ridotti, senza riuscire a garantire un ristoro significativo alle colture ancora in produzione.
Nel frattempo è in corso il taglio del mais da trinciato, con una conseguente diminuzione dei prelievi per l’irrigazione. La richiesta rimane però sostenuta nei terreni dove è stato effettuato un secondo raccolto, così come per i prati stabili e per le colture specializzate. Il fabbisogno idrico del comprensorio è quindi destinato a rimanere elevato fino alla conclusione del periodo irriguo, prevista dal regolamento per il lunedì 21.
In questo scenario a permettere una gestione ancora possibile della risorsa è la portata fluente del fiume Brenta a Bassano del Grappa, che resta su livelli discreti. Un dato al quale contribuiscono in modo decisivo le riserve degli invasi del Corlo e del Senaiga e la collaborazione di Enel. Le riserve accumulate nelle due dighe sono state fondamentali per affrontare l’emergenza climatica.
Alla disponibilità degli invasi si sono aggiunte le sospensioni alternate dei turni irrigui attivate dal Consorzio e la deroga al deflusso minimo vitale disposta dalla Regione. Misure che hanno consentito di gestire l’acqua, sostenere le colture e mantenere attivi i servizi irrigui e ambientali, in una fase resa complessa anche dalle dichiarazioni di emergenza regionali e nazionali.
Il quadro più delicato riguarda però le risorgive e, più in generale, le falde acquifere. Il calo prosegue.
L’apporto delle risorgive è sceso su valori prossimi ai minimi storici raggiunti nel 2022, mentre continuano le difficoltà nei prelievi da falda. In diversi casi i pozzi stanno incontrando problemi nelle operazioni di sollevamento e alcuni impianti hanno dovuto essere temporaneamente spenti.
Per il Consorzio di bonifica Brenta è dunque la fase finale di una stagione irrigua segnata dalla scarsità d’acqua. La struttura consortile continua a gestire la risorsa per garantire al territorio e agli utenti i migliori servizi irrigui e ambientali possibili.
Restano tre settimane alla scadenza del periodo irriguo, mentre temperature elevate e precipitazioni insufficienti continuano a mettere sotto pressione le riserve disponibili. Il Brenta e gli invasi consentono di mantenere la situazione gestibile, ma il quadro delle falde e delle risorgive conferma la fragilità delle risorse idriche del territorio.
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