Sit-in sulla Valdastico Sud «Asfaltati rifiuti tossici»

SANTA MARGHERITA D’ADIGE. La richiesta è di quelle forti: chiudere l’autostrada e bonificare i tratti contaminati. L’obiettivo, visto che difficilmente si arriverà a tanto, è in realtà più semplice: rompere il silenzio sul grave disastro ambientale che grava sulla Valdastico Sud. In cinquanta, sabato mattina, hanno aderito alla mobilitazione che si è tenuta a due passi dal casello dell’A31 di Santa Margherita d’Adige: un sit-in, quello organizzato dal comitato Lasciateci Respirare, voluto per ricordare che sotto quell’autostrada «poco utilizzata, molto costosa e tanto sponsorizzata» sono stipate migliaia di metri cubi di rifiuti pericolosi. La denuncia non è campata in aria e prende corpo in più filoni di indagine della magistratura, nati anche grazie agli esposti di alcuni medici e in seguito ad alcuni episodi anomali, come la morte di un cane che si era abbeverato in un’area di cantiere dell’A31: un filone, perizie alla mano, dimostra che sotto il fondo stradale della Valdastico Sud, nei tratti tra Montegaldella e Albettone, sotto lo svincolo Albettone-Barbarano e alla base del viadotto Bisatto ad Agugliaro, sarebbero finiti quasi 156 mila metri cubi di scorie e di rifiuti non bonificati e potenzialmente nocivi; un altro - e qui il processo inizierà a Verona il 14 giugno 2016 - ipotizza il deposito di altri rifiuti pericolosi nel tratto rodigino fino a Piacenza d’Adige, in parte del segmento padovano e sotto i due cavalcavia tra Rovigo e la provincia di Padova. Sabato, all’ombra del casello, c’erano gli ambientalisti di Lasciateci Respirare, il comitato vicentino No Ecomafie, i vecchi rappresentanti delle associazioni che si batterono contro la realizzazione della Valdastico e, ancora, rappresentanti del Movimento 5 Stelle (tra cui la consigliera regionale Patrizia Bertelle, unica amministratrice pubblica presente), oltre all’immancabile Arnaldo Cestaro, anziano esponente di Rifondazione Comunista protagonista dei noti fatti della scuola Diaz di Genova. Le denunce espresse ieri dai manifestanti sono molto forti: «Questa autostrada è molto appetibile sia per nascondere i rifiuti pericolosi, sia per i proventi da finanziamenti a opere spesso inutili come cavalcavia che finiscono in terreni agricoli. Fossi con canneti cementati, animali morti, aumento di linfomi, il valore culturale delle ville palladiane compromesso, gli stessi prodotti agricoli e gli orti rischiano di essere compromessi, così come gli allevamenti». Gli ambientalisti promettono a breve nuove iniziative di sensibilizzazione.
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