Slot al bocciodromo Concessione regolare ora deciderà la giunta

Ieri l’incontro con iI gestore della struttura comunale Le carte sono in regola, si cerca una soluzione
Di Valentina Voi
BARSOTTI - BOCCIOFILA MORTISE
BARSOTTI - BOCCIOFILA MORTISE

Videoslot al bocciodromo? Sulla carta si può. O almeno si poteva nel 2006, quando è arrivata a palazzo Moroni la richiesta firmata dal gestore del bar della struttura comunale di Mortise che in questi giorni è finito nel mirino del Movimento 5 Stelle perché ospita alcuni videopoker. In più il regolamento che vieta il posizionamento delle macchinette “mangiasoldi” nelle vicinanze di luoghi di aggregazione, fiore all'occhiello dell'amministrazione comunale, risale al 2010 ma non ha valore retroattivo. Insomma, le carte sono in regola. È quanto emerge dall'incontro che il gestore del bar, Bruno Sturaro, ha avuto ieri con gli uffici tecnici del Comune di Padova.

Ad interloquire con il barista è stato il settore Sport che gestisce le strutture come il bocciodromo, concesso alla Federazione italiana bocce che si occupa della concessione del pubblico esercizio. «Il gestore è in perfetta regola» spiega l'assessore allo Sport Umberto Zampieri, «ha fatto domanda l'11 dicembre 2006 e le videoslot sono state installate sulla base di una regolare concessione. Riferirò in giunta quanto emerso dal controllo e decideremo il da farsi».

La vicenda sollevata dal Movimento 5 Stelle, che denunciava la presenza di videopoker in uno spazio di proprietà del Comune, è più complessa del previsto. Se ne dovranno occupare non solo l'assessore ai Servizi sociali Fabio Verlato, chiamato direttamente in causa e che ha annunciato che le macchinette verranno tolte, ma anche l'assessore al Commercio Marta Dalla Vecchia visto che il regolamento sulle slot è di sua competenza. «È una questione di opportunità» spiega la Dalla Vecchia, «credo che il gestore sia disposto con noi a fare un ragionamento. Ora una cosa del genere non potrebbe accadere proprio in virtù del regolamento che abbiamo adottato». Gli assessori sembrano quindi intenzionati a proporre una soluzione di buon senso al barista chiedendo di togliere i videopoker dal bar. Da parte sua Verlato è intenzionato ad andare a fondo della questione. «Una concessione si può sempre rivedere» spiega, «metteremo nero su bianco, nelle clausole, che non possono essere installate le videoslot». È una precauzione che Zampieri ha già annunciato che prenderà almeno per quanto riguarda le prossime concessioni siglate dal suo settore. Da parte sua il gestore del bar ribadisce la sua onestà. «Le autorizzazioni sono in regola» spiega, «se invece c'è in corso una guerra per la campagna elettorale non posso farci niente. Ma se la vogliono fare sulla mia pelle, ricordo che anche io ho famiglia. Io senza le macchinette devo chiudere, i clienti ormai stanno ore senza consumare. So di essere in regola, staremo a vedere cosa succede».

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