Smantellamento al via per la Rinascente Terzo piano già chiuso

. Cala il sipario sulla Rinascente. Ieri è iniziato lo smantellamento della filiale di Piazza Garibaldi 1, che era l’unica sede del nordest del grande magazzino di Milano. A mezzogiorno, erano aperti solo il piano terra ed i primi due piani (abbigliamento femminile e maschile), mentre l’accesso al terzo piano attraverso la scala mobile era già chiuso. In pratica non era accessibile né il terzo piano, dove c’era il reparto casa e né gli spazi panoramici, dove c’erano il bar e la galleria d’arte curata dal Comune. È già in atto la chiusura parziale del maxi-negozio, aperto in città, 20 anni fa, sulle ceneri dell’ex Upim, è confermata la data della chiusura definitiva, fissata al 15 febbraio. Tra due settimane Padova dovrà dire per forza addio a quella che era la perla dei grandi magazzini della città.
chieste 24 mensilità
Nel frattempo, lunedì, dopo l’incontro tra le parti che si era tenuto nel pomeriggio, le lavoratrici, riunite in un’apposita assemblea, svoltasi nella sede della Camera del Lavoro in via Longhin, hanno approvato l’ipotesi d’accordo siglato dalle sindacaliste della Filcams-Cgil e della Fisascat-Cisl. Un’approvazione definitiva, però, arrivata dopo un’assemblea risultata molto animata e sofferta. «Non abbiamo parole per commentare l’intesa» osserva una commessa che lavora in Rinascente da oltre 15 anni «Avevamo chiesto 24 mensilità, ma i dirigenti e gli amministratori si sono fermati a molto meno. Ci hanno concesso solo una manciata di spiccioli. Nessuna di noi si aspettava di restare a casa senza una sostanziosa buonuscita. Alcune di noi sono monoreddito con figli a carico. Come faremo a vivere senza lavoro? Una grande azienda come questa di proprietà, dal 2011, del fondo tailandese Central Retail Corporation, che, specialmente a Roma ed a Milano, incassa una montagna di soldi, si è comportata in modo vergognoso e si è limitata, in pratica, a farci un’elemosina».
non è stata elemosina
Immediata la risposta dei sindacati, che hanno condotto la trattativa da metà novembre, effettuando anche due scioperi e coinvolgendo anche il Comune, la Provincia e la Regione. «Non è vero che i lavoratori hanno ottenuto solo pochi spiccioli» osserva Marco Bodon, segretario della Fisascat «Rispetto a quanto l’azienda aveva prospettato all’inizio degli incontri, l’incentivo finale, suddiviso in quattro fasce, è risultato molto più pesante. Purtroppo il coltello dalla parte del manico lo tiene, pur sempre, l’azienda. Noi abbiamo cercato di ottenere il massimo. A questo punto, però, sollecitiamo il Comune, in particolare Sergio Giordani, a creare una precedenza per la riassunzione delle disoccupate quando apriranno nuove attività nello stabile. «È stato valutato positivamente il rispetto dei criteri di anzianità nella quantificazione degli incentivi ed anche la disponibilità della Rinascente a farsi carico del percorso formativo per 12 mesi. Bene anche la copertura della Naspi per 24 mesi. Ossia per il massimo periodo possibile» chiude una nota della Cgil. —
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