Sos acqua al cromo, falde dell’Alta ancora in pericolo

Tutt’altro che confortanti i dati sulla bonifica dell’ex galvanica emersi nella serata pubblica sull’incubo-veleni a Cittadella

CITTADELLA. Acqua al cromo, bisogna trovare le risorse per una bonifica vera: «Non possiamo lasciare in eredità alle prossime generazioni una bomba ecologica». Servirebbero 10 milioni di euro e quindi i cittadini si attivano: un centinaio di persone ha partecipato all'iniziativa promossa a villa Rina da Città Aperta.

Una risposta popolare per fare pressing sulle istituzioni: «Vogliamo bonificare i fanghi cancerogeni che continuano a inquinare l'acqua». In queste settimane, all'ex Tricom di Tezze, sono iniziati i lavori di abbattimento dei capannoni e di impermeabilizzazione della superficie dell'area inquinata da cromo e nichel.

«La barriera idraulica», sottolineano i promotori dell'incontro, «è estremamente costosa e riesce solo a limitare l'inquinamento della falda, per cui risulta conveniente, anche da un punto di vista economico, togliere per sempre il terreno inquinato. Noi temiamo che, una volta terminati i lavori in atto di impermeabilizzazione dell'area, la bonifica definitiva del sito non avvenga per mancanza di fondi: stiamo parlando di circa 30.000 metri cubi di terreno inquinato in contatto con le falde».

Tre condanne per i 5 operai morti avvelenati dal cromo
Gli interventi di bonifica all'ex Tricom-Pm Galvanica

Conclusione: autorità regionali e nazionali devono trovare le risorse per la bonifica del territorio. Nel corso della serata, il sindaco Luca Pierobon ha lanciato un appello per un uso attento dei pozzi: «Il nostro territorio», ha sottolineato, «è ricco di pozzi privati, molti non sono neppure denunciati, ma è necessario fare almeno un paio di controlli l'anno, il costo è di circa 300 euro, per essere sicuri che l'acqua sia sana. Consiglio a tutti di allacciarsi all'acquedotto, perché l'acqua è sempre controllata».

Città Aperta ha prodotto un documento con una storia della fabbrica vicentina che iniziò a inquinare dal’ 74 fino alla chiusura nel 2003 e dove si fa notare che «i lavoratori della Tricom stanno morendo per cancro del polmone e del pancreas con una frequenza 3 volte superiore a quella attesa». «La bonifica vera e propria potrà costare sui 10 milioni di euro, una parte è già stata stanziata». La mobilitazione non si ferma, prossimi appuntamenti il 3 aprile, al cinema Palladio di Fontaniva, e l'8 maggio a Tezze, all'ex cinema di Stroppari.

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova