Spari a Palazzo Chigi mentre il Governo giura Feriti due carabinieri, ecco l'attentatore fermato Il pm: voleva sparare ai politici, non è un pazzo

È accaduto durante il giuramento del nuovo Governo Letta. Fermato l’uomo che ha sparato. Zaia: "Atto terribile che porta oblio"

ROMA. Alcuni colpi di pistola sono stati sparati intorno alle 11.40 davanti a Palazzo Chigi. Due carabinieri sono stati feriti, entrambi sono a terra. L’uomo che ha sparato è stato fermato dalle forze dell’ordine.

Tutto in un attimo. Piazza Colonna, sulla quale si affaccia Palazzo Chigi, era vuota. Alle 11,34 si sono avvertiti almeno tre colpi di arma da fuoco. Nel giro di pochi secondi ambulanze e auto delle forze dell’ordine hanno fatto sgomberare la zona. Due carabinieri sono stati feriti al collo e alla gamba. Anche lo sparatore, fermato, sarebbe rimasto ferito.

Sono sette i bossoli che la polizia scientifica ha identificato a terra a Piazza Colonna, dove è avvenuta la sparatoria. La polizia scientifica ha circoscritto con l’apposito nastro la scena del crimine identificando con il gesso il luogo esatto in cui sono caduti i bossoli.

È stato un uomo in giacca e cravatta che all’improvviso ha aperto il fuoco davanti a Palazzo Chigi contro due carabinieri, che avrebbero risposto al fuoco. L’uomo potrebbe essere uno squilibrato e, a sua volta ferito, è stato fermato dalle forze dell’ordine.

«È un atto terribile, che ci fa cadere nell’oblio». È il commento del governatore del Veneto Luca Zaia sulla sparatoria avvenuta davanti a Palazzo Chigi durante il giuramento del Governo. «C’è la doverosa vicinanza ai carabinieri feriti - aggiunge - ma anche la necessità di chiarire fino in fondo le dinamica e le responsabilità di questo fatto».

C’è anche una donna tra le persone ferite davanti alla sparatoria a Palazzo Chigi. La passante è stata ferita di striscio da un proiettile, non sarebbe in pericolo di vita ed è stata soccorsa dal 118 e trasportata in ospedale.

È un calabrese di Rosarno, di 47 anni, con problemi mentali, l’uomo che alle 11,34 ha sparato questa mattina davanti a Palazzo Chigi ferendo due carabinieri, uno dei quali in modo grave. Stando a quanto riferiscono fonti investigative, l’uomo è entrato nelle piazze in maniera tranquilla, quando ha fatto fuoco a bruciapelo contro i due carabinieri.

È accusato di tentato omicidio, porto e detenzione di armi, l’uomo che ha sparato poco fa davanti a palazzo Chigi ferendo due carabinieri. Il pubblico ministero di Roma Antonella Nespola ha già chiesto al gip la convalida del fermo. L’uomo sarà interrogato tra domani e dopodomani. Nel frattempo sono stati disposti accertamenti per definire il profilo dell’attentatore e non è escluso che possa essere decisa anche una perizia medico legale per valutare le sue condizioni di salute.

Sono un brigadiere e un appuntato i due carabinieri feriti da un uomo di 49 anni che ha sparato davanti a Palazzo Chigi. Il brigadiere Š stato ferito al collo mentre l’appuntato Š stato colpito ad una gamba. Entrambi non sono in pericolo di vita.

È nato l’11 gennaio del 1964 e non ha precedenti Luigi Preiti, l’attentatore che questa mattina ha sparato davanti a palazzo Chigi a due carabinieri. È di origine calabrese e residente in provincia di Alessadria. Stando a quanto si apprende l’uomo ha agito da solo.

Luigi Preiti, l’uomo che ha ferito due carabinieri sparando a piazza Montecitorio, avrebbe solo un vecchio precedente per falso e sicuramente non è considerato soggetto legato alla criminalità organizzata. L’uomo, originario di Rosarno, in provincia di Reggio Calabria, non è dunque legato alla ’ndrangheta, secondo quando emerge dalle prime ricerche effettuate dagli investigatori reggini. Preiti, infatti, se non per il vecchio precedente per falso, era totalmente sconosciuto agli investigatori.

«La sua intenzione era quella di sparare ai politici». È quanto ha riferito ai giornalisti il procuratore aggiunto di Roma, Pierfilippo Laviani, dopo aver ascoltato presso l’ospedale San Giovanni Luigi Preiti, l’uomo che questa mattina ha ferito a colpi di pistola due carabinieri davanti a palazzo Chigi.

«Ha confessato tutto - ha detto Laviani al termine dell’interrogatorio - ed ha ammesso di aver sparato. La sua intenzione era quella di sparare ai politici». Il procuratore aggiunto Laviani, che insieme al sostituto Antonella Nespola coordina l’indagine, ha inoltre confermato che Preiti «aveva dei problemi economici» riferendo che «si era separato dalla moglie ed aveva perso il lavoro».

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