Spariti 900mila euro ammanco contestato alla contabile infedele

L’impiegata ha pagato i lavori di ristrutturazione di una casa con denaro proveniente anche da una banca di San Marino 



Ha pagato i lavori di ristrutturazione di una casa in legno di sua proprietà in parte con bonifici bancari in parte provenienti da un conto acceso in una banca italiana, in parte con danaro provenienti da conti di una banca di San Marino.

Ovvero di un paradiso fiscale che poco si addice a una semplice impiegata qual è (anzi era) Barbara Cassanego, 52enne di Padova, già dipendente di Rodigas srl, finita sul banco degli imputati per appropriazione indebita continuata e pluriaggravata. L’accusa? Nella sua veste di contabile della ditta Rodigas, con sede a Limena, si sarebbe intascata 900 mila euro dal 2011 al 2015. È quanto emerso ieri davanti al giudice padovano Laura Chillemi durante il processo nei confronti di Cassanego. E non da sola: sotto accusa anche due complici (presunti, finché non c’è la sentenza di primo grado), Monica Tura, 52 anni, e Stefano Farese 59, entrambi residenti a Rimini. A questi ultimi sarebbero riconducibili alcuni conti correnti di Cassanego. In aula sono stati interrogati tre testimoni, titolari di piccole imprese edili che hanno svolto dei lavori di ristrutturazione nell’abitazione di proprietà della dipendente “infedele”, situata a Selvazzano in via Sant’Anna, al momento sotto sequestro. Sono loro che hanno chiarito la provenienza dei bonifici effettuati dalla cliente per saldare i pagamenti.

A presentare la denuncia era stato Dino Roverato, legale rappresentante di Rodigas che si è costituito parte civile con l’avvocato Fabio Pinelli (ieri in aula l’avvocato Giuseppe Lombardino). Nella contabilità aziendale c’erano alcune stranezze: risultavano pagamenti per operazioni inesistenti con regolare emissione di fatture cui seguiva il saldo con il bonifico dal conto corrente dell'azienda.

Insomma un escamotage per far uscire danaro. A quel punto i sospetti si sono concentrati sulla contabile. Nel maggio scorso nel conto di Cassanego sono stati trovati appena 2 mila euro. Da qui il sequestro conservativo di una Peugeot oltre alla casa di Selvazzano e di alcuni immobili dei coimputati. Di nuovo in aula il 12 e 16 marzo. —



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