«Spiaggia fascista» a Sottomarina, il prefetto fa togliere tutto

SOTTOMARINA. Spiaggia chioggiotta inneggia al fascismo e subito diventa un caso nazionale: interviene la Digos che denuncia il gestore, l’Anpi chiede la revoca della concessione, il deputato Marcon di “Si” annuncia un’interrogazione parlamentare, mentre oggi va in aula il disegno di legge contro l’apologia di fascismo.
Intervento immediato. Lunedì mattina a Gianni Scarpa, gestore della "spiaggia fascista" la Digos ha notificato il provvedimento del Prefetto Carlo Boffi, di rimuovere tutti i simboli, le frasi, i cartelloni e quant'altro faccia riferimento al fascismo. Gli viene vietato pure di diffondere con gli altoparlanti discorsi che esaltano la dottrina fascista. Questo nel rispetto delle leggi Scelba e Mancino, che stabiliscono come l'apologia del fascismo e del razzismo sia reato. Prosegue, poi, il procedimento penale dopo la denuncia, in base alla stesse leggi, fatta dagli stessi agenti della Digos. Questo dal puntio di vista amministrativo. L'indagine giudiziaria, intanto, fa il suo corso. In pochi minuti Scarpa ha tolto subito tutto.
«Regole: ordine, pulizia, disciplina». La scritta che campeggiava fino a pochi minuti fa all’ingresso dello stabilimento balneare Playa Punta Canna è solo la premessa. A chi si chiedesse perché al richiamo all’ordine e alla pulizia, sicuramente condivisibile, sia associato anche quello alla disciplina, più adatto ad altri contesti, la risposta verrebbe dai successivi cartelli che si incontrano nel percorso che porta alla spiaggia: massime che esprimono il pensiero del gestore («l’onestà deve cominciare dall’alto se si vuole che sia rispettata dal basso»), pannelli indicatori che “minacciano” punizioni («riservato ai clienti, altrimenti manganello sui denti») e, soprattutto, ritratti di Mussolini, citazioni del duce e frasi nostalgiche.
I riferimenti culturali di Gianni Scarpa, 64 anni, residente a Mirano e gestore di questo angolo di spiaggia, ricavato con lavoro e caparbietà, tra i canneti della foce del Brenta, sono abbastanza chiari. E non è la prima volta che vengono notati. Ma quando c’erano solo i cartelli che definivano “inadeguata” questa spiaggia per “bambini e buzzurri” (che disturbano la quiete) o che invitavano a prestare attenzione per l’ “alta frequentazione di gnocchi e gnocche” (ovvero, se siete bruttini qui potreste sentirvi a disagio), Punta Canna era solo argomento di qualche commento estivo. Oggi, invece, il sottofondo fascista-mussoliniano ha portato questo luogo alla ribalta nazionale, con un servizio di Repubblica. L’ufficio di Scarpa è arredato con gadget del Ventennio, tariffari delle case di tolleranza ecc. Perfino le bustine di zucchero con l’effige di Mussolini.
Video. Oltre ai cartelli incriminati c’è anche un video in cui Scarpa, dall’altoparlante dello stabilimento balneare, esterna ai clienti la sua “filosofia” gestionale e di vita. Infatti, accanto ai complimenti perché «oggi siamo in 650 e non c’è una cicca o una salviettina per terra» e ai ringraziamenti «è un piacere lavorare con gente positiva, gente come voi», Scarpa ricorda come, per lui, che si definisce «antidemocratico», «i tossici sono da sterminare, il 50% della popolazione mondiale è gente di m... e io non li voglio qui». Quasi un comizio che, secondo le recensioni su Tripadvisor, lui abitualmente ripete diverse volte nel corso della giornata. Non fosse per queste “esternazioni” la spiaggia di Punta Canna sarebbe (e per molti lo è) un’oasi di relax, tranquillità e pulizia, probabilmente anche per l’assenza di bambini.
L’attenzione dei media attira su Punta Canna l’attenzione della Digos, per l’ipotesi di reato di apologia del fascismo. Domenica gli agenti si sono recati sul posto e hanno fotografato tutti i cartelli che corredano lo stabilimento balneare. Quindi lunedì mattina l'ordine del prefetto e l'immediata obbedienza di Scarpa: almeno in questo ha dimostrato coerenza.
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