Stabile, tre nomi nuovi per il teatro Dai racconti sulla guerra alla scena

VENEZIA. Sono trentenni i tre autori dei testi teatrali vincitori del bando “Racconti teatrali di guerra e di pace” promosso dal Teatro Stabile del Veneto Stabile sul tema della Grande Guerra e...

VENEZIA. Sono trentenni i tre autori dei testi teatrali vincitori del bando “Racconti teatrali di guerra e di pace” promosso dal Teatro Stabile del Veneto Stabile sul tema della Grande Guerra e realizzato in collaborazione con la Regione del Veneto in occasione del centenario dell’inizio del conflitto. Si tratta di Marco Gnaccolini di Mestre con “Cadorna 1914” , Emanuele Aldrovandi di Reggio Emila con “Il generale” e Michele Ruol di Padova con “Il solito ignoto”. Obiettivo: «Dare ampio spazio alla drammaturgia contemporanea in tutti gli ambiti di intervento che competono allo Stabile, in primis la produzione, ma anche la programmazione e i progetti di studio» come sottolinea il presidente dello Stabile Angelo Tabaro, rimarcando come questo sia fra i compiti più importanti di un Teatro Nazionale. Il direttore Massimo Ongaro presentando i vincitori ha ricordato che scopo dell’operazione è quello di verificare quali fra i testi vincitori possa presentare le migliori potenzialità per farne una vera e propria produzione: «Deve prendere il via ora la seconda fase, vale a dire l’affidamento di ciascuno di questi testi a una squadra formata da un regista e attori e attrici per realizzare il numero più ampio di letture sceniche pubbliche di ciascun lavoro» dice Ongaro. «Ultimata questa seconda fare, sarà possibile valutare quale dei tre testi abbia titolo a entrare nel novero delle produzioni dello Stabile».

Sono stati 44 gli autori che hanno risposto al bando, quasi la metà dei quali residenti in Veneto. Gnaccolini prende di petto uno dei grandi temi storici, il discusso ruolo del generale Luigi Cadorna, costruendo il suo lavoro sulla trama di giochi di potere che lo manterranno anni ai vertici dell’esercito; Aldrovandi racconta con i toni della tragicommedia il ruolo di un pacifista che sconfigge la violenza della guerra con una violenza ancora più radicale;Ruol, medico di professione, costruisce il testo su un’originale metafora calcistica, pretesto per accostamenti arditi per un tema da taluni ritenuto intoccabile coma la Grande Guerra. (g.b.)

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