Stazione fantasma, addio metro

Zanon (centrosinistra) solleva il caso Vigonza: «Qui regnano degrado e sbandati»

VIGONZA. La metropolitana di superficie doveva essere un’alternativa importante all’uso dell’auto. E la stazione di Busa era stata pensata come punto di scambio tra l’auto e il mezzo pubblico su rotaia. Un ampio parcheggio avrebbe permesso ai cittadini di lasciare la macchina per il tempo necessario. Meno traffico sulle strade, meno inquinamento, trasferimenti veloci da un punto all’altro del territorio padovano anche grazie al collegamento diretto con il tram.

Oggi, allo stato dei fatti, la metropolitana sembra qualcosa di là dal venire mentre la stazione di Busa, pronta da anni, è diventata un luogo di ritrovo di sbandati, un immondezzaio pieno di sporcizia e di siringhe.

Una stazione fantasma. E un parcheggio che non c’è anche se è stato finanziato e si è già cominciato a pagare il mutuo. Tutto questo è stato detto ieri dal candidato sindaco della coalizione di centrosinistra Giuseppe Zanon e dai rappresentanti delle forze politiche che lo sostengono e che lo hanno accompagnato nel sopralluogo della stazione fantasma della metropolitana. «L’attuale amministrazione non si è spesa per far completare le opere previste dalle Ferrovie», ha accusato Zanon, «né è stata da pungolo nei confronti della Regione per far ripartire il progetto della metropolitana e per far entrare in esercizio la stazione di Busa né per mantenerla efficiente. E non è stata capace di fare rete con i paesi confinanti per avviare una politica condivisa della viabilità. Io posso portare la mia esperienza tecnica all’interno del sistema comunale per quanto attiene i servizi e le infrastrutture e metterla al servizio dei cittadini di Vigonza».

«Uno degli impegni della coalizione di Zanon è sicuramente legato all’ambiente e al trasporto», ha spiegato il consigliere regionale democratico Piero Ruzzante, «oggi con benzina e gasolio a questi livelli diventa un costo per il cittadino spostarsi con mezzi propri. Serve dunque una politica di sviluppo del trasporto pubblico a tutti i livelli».

Alessandro Zan (SeL) ha ricordato che Vigonza «è l’unico Comune che non ha aderito al patto dei sindaci per creare sinergie e avere facilità di accesso ai finanziamenti europei mirati a migliorare la qualità della vita ed è stata assente sul piano delle politiche ambientali». «Si è isolata e non ha cercato alleanze con le altre realtà comunali difendendo il proprio campanile e non vedendo che ormai le scelte debbono essere fatte con una visione di area metropolitana» ha concluso Mirko Galstaldon, sindaco di Cadoneghe.

Giusy Andreoli

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova