Studiolo devastato dalle fiamme a Rustega Informatico intossicato

Il padrone di casa si è accorto dell’incendio via webcam ed è corso in ufficio per mettere in salvo almeno i computer

CAMPOSAMPIERO. Incendio in uno studiolo di tre metri per tre ricavato in una stanza collegata al garage nell’interrato di un palazzo situato in via della Bastia a Rustega. Intossicato il proprietario, che vive con la famiglia in un appartamento dello stesso stabile e che ha passato una notte nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Camposampiero. Il fatto è accaduto domenica poco prima delle 20.

Secondo una prima ricostruzione fatta dai carabinieri, sul posto insieme ai Vigili del Fuoco volontari di Santa Giustina in Colle e di Padova, la scintilla che ha fatto partire il rogo è stata originata da un corto circuito provocato dal surriscaldamento di una presa multipla, la cosiddetta ciabatta, lasciata accesa. Nel giro di qualche minuto si sono levate lingue di fuoco, che hanno raggiunto e interessato alcuni mobili in legno dov’erano posati diversi apparecchi elettronici e un tavolo con due o tre computer. Si è anche sviluppato un intenso fumo dovuto alla fusione del materiale plastico, conseguenza che ha danneggiato degli arredi e le pareti del locale. Sarebbe stato lo stesso proprietario, un informatico di 46 anni, ad accorgersi di quanto stava accadendo.

L’uomo, che si trovava da alcuni parenti poco lontano dalla sua abitazione, avrebbe visto la stanza piena di fumo attraverso una webcam ed è rincasato insieme a un parente cercando di mettere in salvo almeno i computer. Al loro arrivo i pompieri lo hanno allontanato, ma ha tentato di ridiscendere nell’interrato perché voleva salvare a tutti i costi soprattutto i pc, inalando così altro fumo. Sono stati i pompieri a chiamare il 118. Il quarantaseienne è stato portato al Pietro Cosma e accolto nel reparto di Rianimazione per intossicazione da monossido; rapidamente migliorato, è stato dimesso in mattinata.

L’opera dei pompieri si è protratta fino alle 21. 30, purtroppo tutto il materiale informatico è andato distrutto. Nessun danno ha riportato l’edificio, dove vivono otto famiglie compresa quella dell’informatico, e non è stato necessario evacuare le persone residenti. Ammontano invece a qualche migliaio di euro quelli materiali patiti dall’informatico. A cui si aggiunge la perdita di dati. —

Giusy Andreoli

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