Su e giù fra Ande e Patagonia, pedalando 8 mesi con amore

Elisa padovana, Renan brasiliano: il colpo di fulmine studiando a Montpellier. Prima le Alpi in bicicletta e poi il salto. Ora cercano casa e lavoro a Florianopolis

PADOVA. Due cuori e quattro ruote, ma la storia di Elisa Lo Russo, ventottenne padovana, e del coetaneo brasiliano Renan Alves Fonseca è qualcosa di più. È l’inizio di una vita a due, dopo gli studi universitari, dopo una specializzazione in Francia, dopo un viaggio in bicicletta durato 8 mesi, una sorta di anno sabbatico che i due ragazzi si sono concessi prima di ricominciare una seconda fase della loro vita a Florianopolis, città brasiliana che raggiungeranno nei prossimi giorni per cercare lavoro. Un viaggio non sempre parte da un grande progetto o da una passione: per Elisa e Renan, abituati a usare la bici solo per spostarsi in città, sono stati decisivi i racconti dei ciclisti che ospitavano nell’appartamento di Montpellier, città dove si sono conosciuti durante la specializzazione universitaria, in turismo per lei dopo la laurea in geografia, ed in ingegneria elettronica per lui. A questo si aggiunge la voglia di viaggiare e l’amore per la natura. Poche pianificazioni e pochi progetti.

Nel 2011 i due ragazzi, ormai diventati una coppia, decidono di mettersi alla prova e di partire in bici da Montpellier a Padova. Il viaggio dura due mesi, durante i quali si attraversano tutto l’arco alpino tra salite da sportivi, paesaggi che sembrano dipinti e l’amore per la montagna, che Elisa ha trasmesso al fidanzato. «E’ stato utile – spiegano i due – ci siamo allenati, prima nessuno dei due aveva mai provato un’esperienza simile. Abbiamo imparato a sistemare le bici ,a dosare ogni cosa, dal cibo ai vestiti». Conclusa la specializzazione, lo scorso aprile Elisa e Renan decidono di andare in Patagonia, quello che li spinge a riprendere in mano le biciclette è la natura incontaminata del posto. Pochi i preparativi: due cambi a testa, due asciugamani super leggeri, un fornelletto da campeggio, sacchi a pelo, qualcosa per l’igiene personale e una cartina che segna il tragitto dal sud del Brasile alla meta. «Per un viaggio così lungo – continua Elisa – non è possibile pianificare. Dal Brasile volevamo raggiungere l’Uruguay, attraversare la Cordigliera per arrivare in Cile, a Santiago e proseguire per la Patagonia cilena e quella argentina. La parte più difficile ed emozionante è la Carretera Austral, sono mille km immersi nella natura, tra ghiacciai, cascate e vulcani». La coppia si è goduta ogni attimo del viaggio: dalla catena rotta su uno strapiombo e da aggiustare in mezzo ad una tormenta di aria gelida, ai risvegli senza il caffè tanto amato da Renan.

A lasciare il segno l’ospitalità incontrata nei rari paesini, dove sono stati accolti nelle famiglie che gli hanno dato alloggio e la possibilità a Elisa di cucinare (da brava italiana); o dove altri ciclisti in viaggio hanno organizzato una festa al termine di 100 km di salite ripide e vento contro, fatti in un giorno per raggiungere un battello e continuare il viaggio verso l’Argentina. Ciò che resta alla coppia è un’esperienza piena di profumi e colori che solo a piedi o in bici si possono vivere, di paesaggi incontaminati, dei sorrisi che li hanno accolti e con loro hanno condiviso tradizioni e cene interculturali, di colazioni con pane e panetti di burro congelati. Unica tecnologia di questi 8 mesi i cellulari, da utilizzare alle poche stazioni di servizio, dove il wi-fi permetteva di dare notizia alle famiglie. Questo ed i prossimi viaggi si possono seguire sul sito “biciclandom.blogspot.com”.

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