Tragedia nel carcere di Padova, detenuto si toglie la vita in cella: aveva 61 anni

L'uomo, che avrebbe finito di scontare la pena nel 2038, è stato trovato impiccato nella sua cella all'alba. Inutili i soccorsi. Il sindacato denuncia il sovraffollamento: «Dall'inizio dell'anno 60 suicidi tra i detenuti»

Detenuto si suicida nel carcere di Padova
Detenuto si suicida nel carcere di Padova

Un detenuto di 61 anni si è tolto la vita all'alba di sabato 24 ottobre nella sua cella della casa di reclusione di Padova. L'uomo, che avrebbe terminato di scontare la pena nel 2038, si è impiccato. A dare notizia dell'accaduto è la Uilpa Polizia Penitenziaria. Inutili i tentativi di soccorso degli agenti e del personale medico-sanitario.

La tragedia riaccende i riflettori sulle condizioni degli istituti penitenziari italiani. Secondo i dati diffusi dal sindacato, dall'inizio del 2026 sono 60 i detenuti che si sono tolti la vita, ai quali si aggiungono quattro operatori penitenziari morti per suicidio.

«Mentre l'attenzione della politica è catalizzata sulle piazze e sull'ordine pubblico e delle carceri ci si ricorda solo quando debbono fungere da contenitore per nuovi reati, in quelle carceri si continua a morire», denuncia Gennarino De Fazio, responsabile della Uilpa Polizia Penitenziaria.

Il sovraffollamento nel carcere di Padova

Il sindacato punta il dito soprattutto contro il sovraffollamento della casa di reclusione padovana. Secondo i numeri forniti dalla Uilpa, nell'istituto sono presenti 696 detenuti a fronte di 432 posti disponibili, con un tasso di occupazione pari al 161%.

Critica anche la situazione del personale: gli agenti di polizia penitenziaria in servizio sono 295, mentre secondo il sindacato ne servirebbero almeno 445.

«La casa di reclusione di Padova non è solo i laboratori di pasticceria dove recarsi in pompa magna con tanto di telecamere al seguito, ma è fatta soprattutto di 696 detenuti letteralmente stipati in soli 432 posti», sottolinea De Fazio.

Il rappresentante sindacale chiede quindi al ministro della Giustizia Carlo Nordio interventi concreti per ridurre il sovraffollamento: «Trovi il modo per deflazionare concretamente la densità detentiva di tutti i penitenziari».

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