Suona il piano in via Umberto I, multato dai vigili urbani

L’incredulità delll’artista padovano Paolo Zanarella. Gli agenti “armati” di metro gli hanno misurato lo strumento e contestato un verbale.
FERRO - PINISTA ITINERANTE IN PIAZZA CAVOUR
FERRO - PINISTA ITINERANTE IN PIAZZA CAVOUR

PADOVA. Sabato mattina si era posizionato con il suo pianoforte a coda in via Umberto I, vicino a Prato della Valle. Ma all’improvviso sono arrivati i vigili urbani, “armati” di metro che si sono messi a misurare il pianoforte, terminando il blitz con un verbale di sopralluogo che, se non smentito con le opportune autorizzazioni, si trasformerà in una multa. Vittima dell’intransigenza degli agenti della polizia municipale è Paolo Zanarella, il ”pianista fuori posto” come si definisce lui stesso. Zanarella, di Campo San Martino, ha scritto una lettera al giornale per esprimere tutto il suo rammarico.

“ Sono il pianista fuori posto Paolo Zanarella – è il suo esordio via e-mail – scrivo per esprimere tutta la mia indignazione su quanto mi è accaduto a Padova in questi giorni. Senza particolare autorizzazione o permesso, da più di due anni giro per l’Italia con un pianoforte a coda sul furgone: dove trovo spazio e gente mi fermo per allietare gratuitamente i passanti con la gioia della musica e con un o strumento d’eccezione quale il pianoforte a coda.

Quando passo per i paesi o città trovo entusiasmo indicibile sia da parte dei cittadini che da diverse autorità che quasi sempre si traduce in articoli su giornali locali o in un’infinità di riprese e servizi sparsi a larga mano sul mondo del web. I sindaci se non addirittura in qualche caso gli stessi vigili urbani, mi chiedono di tornare o mi invitano a passare perché hanno saputo della cosa grazie alla cronaca locale dei paesi limitrofi.

Da ormai un anno faccio tappa anche a Padova, ma sembra che nella mia città il rigore della legge (che per la gioia delle amministrazioni locali deve essere preso alla lettera oltremisura) sia più importante di qualsiasi espressione di poesia e di gratuità. Se suoni una chitarra, sei un artista di strada, e va bene; se suoni un pianoforte… hai la coda… e quindi occupi suolo pubblico e quindi serve autorizzazione, alla faccia del bello per alcuni, della poesia per altri, della straordinarietà della forma artistica per tutto il resto della gente che si ferma sbigottita e affascinata (non sono pochi coloro che un pianoforte non sono abituati a vederlo, tra l’altro suonato dal vivo).

L’unico conforto è la profonda indignazione dei cittadini quando assistono agli interventi dei vigili urbani che diligentemente sono sempre pronti a giustificarsi: ci dispiace ma abbiamo avuto una segnalazione.

A questo punto la mia riflessione prende il volo e mi chiedo: ma le forze dell’ordine non hanno altro da fare in una città che andare con il metro a misurare le dimensioni di un pianoforte? Sono forse un pericolo? Ma sono questi i problemi di una città e dei suoi cittadini?

Oscar Lux diceva: solo l’etica e l’estetica salveranno il mondo. Mentre Antony de Mello ricorda: per essere malvagi sul serio, non è necessario infrangere la legge, basta osservarla alla lettera. Concludo ancora con de Mello: dove c’è l’amore forse c’è disordine, ma se tutto fosse perfetto, il mondo sarebbe un cimitero.

Evviva la spontaneità della poesia, della musica, dell’arte e tutti coloro che hanno capito che la legge è a servizio dell’uomo e non l’uomo a servizio della legge! “.

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