Tabaccaio pestato fuori dalla sua attività: «Due 18enni mi hanno massacrato»
Un tabaccaio di 34 anni è stato aggredito lunedì 2 novembre alle 17.30 davanti alla sua attività in borgo Vicenza a Cittadella. La compagna ha scritto una lettera a Luca Zaia e Alberto Stefani: «Erano noti alle forze dell’ordine. La sicurezza non si dimostra con le parole, ma con i fatti»

Un pugno alla nuca da dietro, la caduta sul marciapiede, poi altri colpi e calci quando era già a terra. Un tabaccaio di 34 anni è stato aggredito lunedì 2 novembre alle 17.30 davanti alla sua attività in borgo Vicenza a Cittadella.
Gli aggressori sarebbero due diciottenni, uno italiano e uno di origine straniera. L’uomo è stato portato in ospedale in ambulanza in codice arancione, con una spalla dolorante, il labbro rotto e un occhio gonfio.
La dinamica
«È entrato un ragazzo e mi ha chiesto un pacchetto di sigarette e una bottiglia di tè», dice Augusto Santi, titolare della tabaccheria Da Oriano e Gigetta. Mentre andava a prendere il tè, l’amico del cliente, rimasto fuori, avrebbe continuato a colpire con il piede il distributore automatico. «La quarta, quinta volta sono uscito e gli ho detto di smetterla. L’ho spostato con un braccio, ma tranquillamente». Il giovane, agitato, sarebbe entrato nel locale.
«L’amico lo ha esortato ad abbassare i toni e allontanarsi. Lui si è alterato ed è uscito sbattendo la porta». A quel punto Santi è uscito: «L’ho preso per il giubbotto e l’ho portato verso il marciapiede. Non gli ho dato alcun colpo».
Il pugno alle spalle
In quegli istanti, alle sue spalle è arrivato il secondo giovane, quello che aveva comprato il tè. «Mi ha dato un pugno sulla nuca. Ho fatto boxe e arti marziali, so che è un punto delicato: si perde un po’ i sensi. Sono caduto e ho battuto la spalla sul marciapiede, il braccio sinistro non rispondeva».
Rialzatosi, il tabaccaio ha incassato altri pugni al volto. «Hanno provato a darmi calci, ma sono riuscito a pararmi». Lo scontro si è spostato in mezzo alla strada ed è durato pochi minuti, finché i due sono scappati. Il tutto si è consumato alla presenza di diversi clienti.
Le cure e la denuncia
Al pronto soccorso sono arrivati antidolorifici e radiografie. Martedì 3 novembre la visita ortopedica ha escluso fratture, ma serve un’ecografia per escludere lesioni interne. Il dolore, dice Santi, durerà «almeno una quindicina di giorni».
Ha estratto i filmati delle telecamere e fatto denuncia ai carabinieri. «Abbiamo i loro volti». Uno dei due, aggiunge, sarebbe già noto in zona e sarebbe già passato dal negozio l’anno scorso, «ma quella volta l’avevo allontanato io».
«Temo per gli altri»
Martedì pomeriggio la tabaccheria ha riaperto. «Ho sistemato gli ordini con calma, con un braccio solo». Paura? «No, so come agiscono, sono dei codardi. Ma lunedì erano in due, la prossima volta potrebbero essere in quattro. Non voglio che facciano male a chi viene qui, alla mia bimba e alla mia nipotina».
La lettera a Stefani e Zaia
Intanto la compagna, Sofia Bertin Lovisetto, ha scritto ai presidenti Alberto Stefani e Luca Zaia. «Vi scrivo con profonda rabbia, amarezza e indignazione», attacca. «Il mio compagno è stato colpito alle spalle, fatto cadere e preso a calci mentre lavorava. Abbiamo una bambina di 20 mesi che aspetta il suo papà e che avrebbe potuto non rivederlo mai più». Poi l’affondo: «Questi due ragazzi sarebbero già noti alle forze dell’ordine. A cosa serve saperlo, se poi possono aggredire qualcuno? Dov’è la prevenzione? Non possiamo aspettare che ci scappi il morto. La sicurezza non si dimostra con le parole, ma con i fatti».
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








