Tangenti alle terme, l’assessore Benatelli è il secondo “esattore”

S’allarga l’inchiesta al filone delle mazzette chieste agli ambulanti. Summit in procura, oggi nuovo interrogatorio di Marcolongo
MILANESI - COVEGNO TURISMO E WEB - CLAUDIO BENATELLI MILANESI - COVEGNO TURISMO E WEB
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ABANO TERME. L’esattore numero due del “sistema Luca Claudio” avrebbe un nome e un cognome, quello dell’assessore Claudio Benatelli con delega a Turismo, Termalismo, manifestazioni e attività produttive. È il sospetto degli investigatori, i militari del Gruppo Guardia di Finanza di Padova comandati dal tenente colonnello Luca Lettere, impegnati nell’inchiesta sulle mazzette alle Terme.

BELLUCO-FOTO PIRAN-ABANO- GUARDIA DI FINANZA IN COMUNE
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L’esattore numero due. Dallo scorso dicembre Benatelli è indagato per concussione in quanto avrebbe preteso (e incassato) tangenti dagli ambulanti che partecipavano ai mercatini e ad altre manifestazioni in programma nel capoluogo termale. Qualcuno si era stancato di pagare e aveva parlato. E a quanto corrispondeva quella tangente? Al 10% di quello che i commercianti erano tenuti a pagare al Comune per l’occupazione del suolo pubblico. Ovviamente se saldavano quella richiesta “maggiorata” sarebbe stato garantito un posto al sole, ben visibile lungo l’isola pedonale davanti all’hotel Orologio o in piazza della Repubblica o, ancora, vicino al Teatro Kursaal. Altrimenti sarebbero stati sistemati sempre all’interno del perimetro riservato alla kermesse commerciale, ma in un punto di scarso passaggio e ben poca visibilità. Tutto rientrerebbe nel sistema targato Luca Claudio, presunto ideatore del metodo 10% applicato prima a Montegrotto (inaugurato all’epoca del secondo mandato di Claudio) e poi anche ad Abano su ogni settore della vita amministrativa del Comune, come rivelato dall’assessore Ivano Marcolongo, arrestato nella serata di lunedì 13 aprile con una mazzetta appena incassata di mille euro.

Tangenti alle Terme: si è dimesso Bordin, sindaco di Montegrotto
Il sindaco di Montegrotto Massimo Bordin

Ieri mattina summit in procura tra due pubblici ministeri, Federica Baccaglini, che coordina l’inchiesta sulle mazzette alle Terme, e Maria D’Arpa, titolare dell’indagine su Benatelli. Un filone, quest’ultimo, che oggi non appare più un caso isolato tanto da andare verso l’unificazione con la più ampia indagine del pm Baccaglini, inaugurata con il blitz delle Fiamme Gialle avvenuto all’alba del 14 aprile nei municipi di Abano e di Montegrotto.

E con la notifica dell’informazione di garanzia ai sindaci Claudio e Bordin (ormai ex) e a tre imprenditori, tra i quali Luca Creuso e Paolo Tomasini. Creuso, vivaista già interrogato, ha negato tutto, mentre Tomasini, pure titolare di una ditta individuale nel settore verde, ha collaborato con gli investigatori rivelando che ogni appalto vinto o affidamento privato erano subordinati al versamento di una tangente. All’appuntamento con Marcolongo per la consegna dell’ultima dazione, Tomasini si era presentato attrezzato di un microfono: un mezzo che ha consentito agli inquirenti di ascoltare la conversazione “in diretta” mentre avveniva la consegna della mazzetta da mille euro destinata a saldare l’“arretrato” che l’artigiano non era ancora riuscito a pagare.

BELLUCO-FOTO PIRAN-MONTEGROTTO- GUARDIA DI FINANZA IN COMUNE
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L’esattore numero uno. Marcolongo – indagato per concussione, turbativa d’asta e corruzione per induzione – ha raccontato molti dettagli del sistema che sarebbe stato messo in piedi da Claudio sia la sera dell’arresto, sia giovedì durante la convalida della misura cautelare. Così è riuscito a evitare il carcere fin da subito finendo agli arresti domiciliari. Stamane sarà sentito di nuovo dai Finanzieri assistito dall’avvocato Franco Monteverde, il suo difensore di fiducia.

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