Tares, assalto alle Poste Class action per le multe

Anche nelle banche code di contribuenti, versamenti utilizzando i modelli F24 L’osservatorio: «Molti hanno scelto comunque di pagare on line, li difenderemo»
MESTRE 30/06/2003 P.LE DONATORI DI SANGUE UFFICIO POSTALE CODE PAGAMENTO ICI......(C) BERTOLIN M. richiesto da IANNUZZI UFFICI POSTALI CODE PAGAMENTO ICI
MESTRE 30/06/2003 P.LE DONATORI DI SANGUE UFFICIO POSTALE CODE PAGAMENTO ICI......(C) BERTOLIN M. richiesto da IANNUZZI UFFICI POSTALI CODE PAGAMENTO ICI

Il giorno del caos è infine arrivato. Tra seconda rata Imu e tristemente famoso modulo F24 per il tributo Tares (Tassa sui rifiuti e sui servizi), ieri mattina uffici postali e filiali bancarie erano impraticabili per le code degli utenti. Si sono registrate file chilometriche ad Albignasego e Ponte San Nicolò. In città i serpentoni peggiori sono stati segnalati all’Arcella e, in centro, alla posta del Duomo ed a quella del Portello. Idem gli sportelli delle banche, come l’Antonveneta di via 8 Febbraio 1848, in centro.

Ad «esultare» solo l’erario, tanto le casse dello Stato quanto quelle dei Comuni a fine giornata, secondo le previsioni, avrebbero incassato circa 16 miliardi di euro, frutto dei pagamenti per la Tares; per la seconda rata dell’Imu dei proprietari di abitazioni di lusso, sulle seconde e terze case, nonché dei proprietari di prime abitazioni dotati di più di una pertinenza.

Prossima data «calda» da segnare sul calendario il 16 gennaio 2014, giorno in cui i ritardatari della Tares potranno pagare la tassa con la maggiorazione per il ritardo (come ha stabilito il Governo contemplando la possibilità che alcuni Comuni non riuscissero ad inviare in tempo i bollettini per far rispettare la data del 16 dicembre). Ma il prossimo 16 gennaio è anche una data simbolo perché si pagherà l’Imu sull'abitazione principale e sui terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti; la prima rata 2014 della Tasi (Tributo sui servizi individuali); e la prima rata 2014 della Tari (rifiuti). I primi a lanciare l’allarme caos è stato Nicola Ramundo, dell’Osservatorio del contribuente: «Fino ad ieri siamo stati presi d’assalto dalle telefonate e non solo da Padova e provincia», riferisce, «Alcuni contribuenti per le code non sono neanche riusciti a pagare. A tutti ho consigliato di ottemperare al pagamento on line e, se il metodo fosse contestato, siamo pronti ad assistere i cittadini in una class action (azione collettiva) gratuita contro lo Stato. Ho chiesto personalmente la conferma al Ministero che mi ha garantito il pagamento via internet ed io stesso l’ho effettuato, aiutando a mia volta 150 persone. Era possibile anche la domiciliazione ma le banche non si sono assunte la responsabilità di effettuarla. Stiamo valutando la possibilità di fare ricorso alla Corte Costituzionale perché questo pagamento è stato delibrato così velocemente da non concedere al contribuente i 60 gironi previsti dalla legge».

Elvira Scigliano

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