Terme, preoccupazione per la flessione dei turisti: «Ora serve una svolta»

Le associazioni di categoria del Bacino Euganeo lanciano un appello ai sindaci di Abano e Montegrotto con un documento che verrà presentato il 4 dicembre

Federico Franchin
Walter Poli, presidente di Federalberghi
Walter Poli, presidente di Federalberghi

 

Un fronte comune per affrontare le sfide del presente e costruire il futuro del territorio termale. Le principali associazioni economiche del Bacino Euganeo hanno condiviso un appello congiunto rivolto ai Comuni di Abano e Montegrotto, accompagnato da una serie di proposte operative per dare risposta ai segnali di complessità e alla trasformazione in atto nel settore. Il documento, elaborato durante l’incontro convocato da Federalberghi Terme Abano Montegrotto, verrà presentato ai sindaci il 4 dicembre. A illustrare la posizione comune è Walter Poli, presidente di Federalberghi.

La flessione

«Negli ultimi mesi abbiamo raccolto preoccupazioni ricorrenti. Ora abbiamo deciso di fare fronte comune per portarle al tavolo dei sindaci, che incontreremo in un appuntamento urgente da noi richiesto. Se i flussi turistici mostrano segnali di flessione, a farne le spese – in un territorio come il nostro, in cui il turismo è il principale motore economico – sono anche gli esercizi commerciali e le attività artigianali».

Poli descrive un territorio arrivato a un vero punto di svolta. «Il Bacino Termale Euganeo rappresenta la più grande destinazione termale d’Europa, ma dopo il picco degli anni Duemila abbiamo registrato un calo delle presenze straniere, soprattutto da Germania, Austria e Svizzera, oltre a un accorciamento dei soggiorni. Tutto ciò riduce la redditività delle imprese e l’indotto complessivo».

Le criticità e le richieste

Tra le criticità segnalate emergono le conseguenze delle sfide post-pandemiche, l’aumento dei costi energetici e del lavoro, la difficoltà nel reperire personale qualificato e la riduzione del potere d’acquisto dei consumatori.

Per questo le categorie economiche chiedono con forza l’avvio di un Piano Strategico condiviso tra amministrazioni comunali, associazioni di categoria e istituzioni territoriali. La richiesta è chiara: una governance unitaria, una programmazione coordinata e investimenti mirati in promozione internazionale, riqualificazione urbana, mobilità, formazione e ricerca scientifica sul fango termale, patrimonio sostenuto negli anni con oltre 10 milioni di euro di investimenti privati.

Le associazioni evidenziano come rilanciare il turismo non sia solo una questione legata alla competitività alberghiera, ma una priorità per l’intera comunità: più presenze significano più risorse per i Comuni attraverso l’imposta di soggiorno, maggiore vitalità per commercio e artigianato, occupazione stabile e un rafforzamento del valore immobiliare e della qualità della vita. —

 

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