Il bar Esse’n di Tombolo chiuso per la terza volta dal 2023

Ritrovo di pregiudicati, teatro di rapine e di risse: il questore di Padova ha dato lo stop di 45 giorni all’attività in via Montale. I residenti avevano segnalato problemi di convivenza con il locale

Silvia Bergamin
La chiusura dell'Esse'n di Tombolo
La chiusura dell'Esse'n di Tombolo

Terza chiusura in tre anni per l'Esse'n di Tombolo: il bar di via Montale trasformato in ritrovo di pregiudicati, teatro di rapine e risse. Il questore applica i sigilli per 45 giorni. Martedì 31 marzo, gli agenti della divisione polizia amministrativa della questura di Padova e i carabinieri di Tombolo hanno chiuso il locale dell’Alta padovana su disposizione del questore Marco Odorisio.

Il motivo? Il bar era diventato il quartier generale di pregiudicati, clandestini e soggetti con misure di prevenzione, scenario di rapine, risse violente e spaccio di droga. L’esercizio pubblico era già stato chiuso due volte: 15 giorni nel marzo 2023 e 30 giorni nel novembre dello stesso anno. Ma i provvedimenti non sono bastati.

Anzi, gli investigatori hanno scoperto che la cessione dell'attività, avvenuta nell'aprile 2024, era solo un escamotage per aggirare i controlli: la vecchia proprietaria continuava di fatto a gestire il locale, mentre il nuovo titolare risultava sempre assente durante le verifiche.

L'elenco dei problemi è lungo e preoccupante. Una rapina ai danni di un cliente nel luglio 2025, una violenta rissa a dicembre, furti ripetuti e, solo poche settimane fa, un avventore denunciato per ubriachezza molesta e rifiuto di fornire le generalità. A questo si aggiungono dipendenti in nero e l'uso di slot machine in orari vietati.

I residenti della zona non ne potevano più. Schiamazzi notturni, vandalismi, danneggiamenti e rifiuti abbandonati ovunque avevano trasformato l'area in una zona di degrado, con sospetti di spaccio di droga. Le numerose segnalazioni dei cittadini hanno confermato quello che i controlli delle forze dell'ordine avevano già evidenziato: l'Esse'n era diventato un centro di illegalità che metteva a rischio la sicurezza pubblica.

«Il locale rappresentava un concreto pericolo per l'ordine pubblico e l'incolumità dei cittadini», si legge nel provvedimento del questore. Una misura necessaria per ripristinare condizioni di legalità in una zona che da troppo tempo viveva nell'insicurezza.

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