Tombolo dà l’addio a Beghetto, patron della «Caffè Pavin»
Era l'uomo del caffè Pavin, lo conoscevano tutti. Emilio Beghetto (nella foto), 66 anni, di Tombolo, si è spento venerdì all'ospedale di Cittadella; era malato da 3 anni. Il funerale verrà celebrato oggi alle 15 in chiesa a Tombolo. Lascia la moglie Nedda, il figlio Emiliano e i nipoti Vittoria e Cesare. Aveva messo in piedi una bella impresa nel settore della torrefazione espresso, con l'azienda Pavin Caffè. Il padre di Emilio - uno dei pionieri che aprì le porte dell'Est Europa al commercio del bestiame - lo lasciò orfano molto giovane; lavori umili e ristrettezze economiche ne forgiarono il carattere; il suocero, Luigi Pavin, divenne un secondo padre. Dopo la sua morte, nel 1984, Emilio è stato la guida per la famiglia e l'azienda «trasmettendo – ricordano i familiari – unicamente con l'esempio quei valori che hanno consentito alla terza generazione di raccogliere il testimone per portare in poco tempo il caffè di Tombolo in molti Paesi del mondo». I suoi valori: «Umiltà, attaccamento alla famiglia e all'azienda, sapersi mettere in secondo piano, chinare la schiena, elementi tipici del nostro territorio e che figli e nipoti devono considerare per ridare slancio al nostro Paese. Questa è la sua eredità». (s.b.)
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