Toni Negri: "Lo Stato ancora potenza repressiva"

PADOVA. "A Padova è nato lo stragismo fascista. È da qui che sono partite le bombe di piazza Fontana. E Padova questo non può dimenticarlo". Parola di Toni Negri. Il fondatore di Potere Operaio, il gruppo coddetto 'operaista' della sinistra extraparlamentare è tornato nella sua Padova per presentare il suo libro 'Storia di un comunista'.
Davanti ad un centinaio di persone, vecchi e giovani 'compagni, Negri ha rivendicato tutte le sue battaglie che gli sono costate molti anni di carcere dopo il famoso processo '7 aprile' (1979). Data in cui terminano le pagine della sua autobiografia, resa storica dalle inchieste del procuratore Pietro Calogero. Una storia che si intreccia ovviamente con quella della sinistra extraparlamentare italiana, tra Potere Operaio e l'Autonomia Operaia Organizzata, ma che si sofferma sull'evoluzione del pensiero filosofico di Negri. Il libro è curato dal filosofo e romanziere Girolamo Di Michele, presente alla serata con Guido Borio di Infaut, Nino Fabrizio dell'Università Popolare di Milano, Chicco Funaro di Rosso Milano, Valerio Guizzardi di Rosso Bologna e Mimmo Sersante della Zanussi di Porcia.
Gli organizzatori hanno scelto per l'evento uno spazio come il cinema parrocchiale di Chiesanuova, capiente ma al di fuori dei circuiti tradizionali, autorizzati solo dopo essere venuti a conoscenza del passato nei movimenti vicini al cattolicesimo sociale di Toni Negri. «Abbiamo preferito trovarci in campo neutro - ha spiegato Luciani Mioni di Altragricoltura - e vista la situazione, per evitare di trovarci all'ultimo momento in difficoltà come successo in altre occasioni, non abbiamo chiesto spazi al Comune o all'Università».
"Lo Stato è ancora una potenza repressiva. Noi abbiamo reagito, ma la differenza è che noi eravamo puliti, limpidi, senza mai nasconderci" ha detto Toni Negri.
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