Tony Boy interrogato nel carcere di San Vittore: «Non ho mai spacciato»
Il rapper padovano si è difeso di fronte al gip, contestando l'accusa di spaccio, ma rendendo dichiarazioni confessiorie sulla pistola con matricola abrasa. Il suo legale: «L'arma era detenuta con finalità di autodifesa, aveva subito un furto in casa che aveva denunciato»

«Non ho mai spacciato, la droga che avevo era per uso personale, perché ho una conclamata dipendenza. L'arma ce l'avevo per autodifesa, perché di recente ho subito un furto in casa». Così, in sostanza, da quanto riferito dal legale Niccolò Vecchioni, si è difeso il trapper Tony Boy nell'interrogatorio davanti al gip nel carcere milanese di San Vittore, contestando l'accusa di spaccio, ma rendendo dichiarazioni confessiorie sulla pistola con matricola abrasa trovata nella sua casa dalla Polizia.
«La pistola l'ho comprata attraverso un gruppo Telegram». È quanto avrebbe spiegato il trapper arrestato tre giorni fa.
La difesa del giovane ha evidenziato la estrema fragilità del cantante, dipendente dall'uso di droghe e che assume anche psicofarmaci regolarmente prescritti da un medico. Il gip dovrebbe decidere in giornata sulla convalida dell'arresto e sulla misura cautelare.
Nell'interrogatorio, davanti alla gip Chiara Valori, durato circa un'ora, il 26enne, come spiegato dall'avvocato Vecchioni, ha «contestato l'accusa di spaccio con fermezza e ha reso, invece, dichiarazioni confessorie sull'arma».
«Noi - ha aggiunto il legale - abbiamo chiesto al giudice che non venga applicata alcuna misura cautelare o in subordine i domiciliari e attendiamo la decisione in giornata. L'arma era detenuta con finalità di autodifesa, perché aveva subito un furto in casa che aveva denunciato e in risposta ha deciso di procurarsi quella pistola. Lui ha fornito indicazioni su come si sia procurato quell'arma».
Il tema della diretta social durante la perquisizione, invece, ha chiarito il difensore, «non è stato affrontato nell'interrogatorio perché non rientra nei fatti» contestati come imputazioni nella richiesta di custodia in carcere del pm. Per quel fatto il trapper è indagato a piede libero per trattamento illecito di dati.
Il legale sull'accusa di spaccio ha spiegato: «Sono quantitativi modici e parliamo di un giovane che ha una conclamata dipendenza da più sostanze e con evidenti capacità economiche per procurarsi le provviste per uso personale». Il difensore ha anche chiarito di aver richiesto la trasmissione della copia della denuncia per il furto subito dal cantante.
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