«Torre della Ricerca, un Telethon veneto per farla vivere»

Il 9 maggio la Città della Speranza ha chiamato a raccolta i propri sostenitori per il taglio del nastro: sarà presente il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Padova 24 maggio 2005 G.M. Palazzo del Bo,Sala della Nave:A MASELLO SIGILLO DELL'UNIVERSITA'. Il nuovo Presidente della Città della Speranza ANDREA CAMPORESE (SALMASO) Palazzo del Bo,Sala della Nave:A MASELLO SIGILLO DELL_UNIVERSITA_. (SALMASO)
Padova 24 maggio 2005 G.M. Palazzo del Bo,Sala della Nave:A MASELLO SIGILLO DELL'UNIVERSITA'. Il nuovo Presidente della Città della Speranza ANDREA CAMPORESE (SALMASO) Palazzo del Bo,Sala della Nave:A MASELLO SIGILLO DELL_UNIVERSITA_. (SALMASO)

PADOVA. «E il bello comincia proprio adesso». A pochi giorni dall’inaugurazione della Torre della Ricerca, nella squadra della Città della Speranza si respirano emozioni contrastanti: da una parte la soddisfazione per aver coronato il sogno della Fondazione (la costruzione della “casa” dei ricercatori), dall’altra la consapevolezza che dopo il taglio del nastro inizierà un nuovo capitolo della storia dello squadra di Andrea Camporese (nella foto). E l’entusiasmo non manca: «Puntiamo a dar vita a un Telethon veneto, per sensibilizzare le persone al finanziamento della ricerca. Gli undici piani dell’edificio di viale della Ricerca Scientifica ora dovranno essere riempiti di “cervelli” in grado si sconfiggere le malattie pediatriche. Ecco perché il nostro lavoro è tutt’altro che finito», spiega il presidente Camporese, «la Città della Speranza è pronta ad accettare questa nuova sfida. E al nostro fianco ci saranno i ricercatori. Sono finiti gli alibi di quegli studiosi che dicono che in Italia non ci sono luoghi adatti alla Ricerca. Ma vogliamo pure porre fine alle scuse di quei privati che temono di finanziare gli studi scientifici per paura che i loro soldi si perdano nelle maglie della burocrazia. Noi abbiamo voluto creare una struttura adatta ad accogliere i ricercatori, ma anche ad attrarre finanziatori privati». Camporese vuole cancellare il concetto di “cervelli in fuga” e dare avvio a un’inversione di rotta: «Cercheremo di attrarre nuovi studiosi dall’estero. Offriamo spazi, laboratori, competenze. Saranno i ricercatori a doversi dimostrare “appetibili” per i finanziatori, in quel connubio di pubblico e privato che è sempre stato il nostro marchio di fabbrica». La Città della Speranza oggi ha nel proprio “libro paga” ventidue ricercatori che lavorano nel dipartimento di Pediatria: «Dobbiamo continuare a finanziare la Ricerca, non smettere mai di ricordare che anche gli obiettivi scientifici raggiunti hanno ricadute sull’economia locale, perché creano indotto e lavoro. Pensiamo alla Torre che abbiamo costruito in zona industriale: le aziende, in questo periodo di profonda crisi economica, hanno lavorato».

Il 9 maggio alle 15.30 la Città della Speranza ha chiamato a raccolta i propri sostenitori per il taglio del nastro della Torre: a benedire l’evento ci sarà il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. «Inaugurato l’edificio sarà necessario un ulteriore sforzo: la Torre dovrà essere mantenuta, finanziata, gestita. Il Veneto potrà divenire il centro di un rinnovamento che affonda le radici nella ricerca. Ecco perché puntiamo a dar vita a un Telethon veneto riunendo tutte le associazioni nell’ottica di un unico risultato: sconfiggere le malattie». Scoprire nuove cure, sconfiggere le malattie: la ricerca secondo la Città della Speranza può divenire il traino per uscire dalla crisi. «Non voglio cadere nella demagogia, ma basta donare l’equivalente di un caffè per contribuire al progresso scientifico».

Fabiana Pesci

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