Trasporti: «Accordo con Busitalia, poi biglietto unico»

PADOVA. La sua grande sfida è cominciata l’anno scorso, e adesso siamo al rush finale. Amedeo Levorato, presidente del cda Aps Holding Spa, ha un obiettivo preciso: la fusione con Fs-Busitalia e con Actv, per un trasporto pubblico di grande respiro perchè così saremmo difronte a tre province con lo stesso biglietto.
Levorato, noi cittadini cosa ci guadagniamo?
«Per gli utenti sarà un miglioramento non da poco. Pensi alla semplicità di abbonamenti, biglietti unici, sviluppo delle tesserine e dei sistemi web di informazione, fermate riorganizzate e unificate. Parco bus rinnovato. Una grande azienda con piani di sviluppo importanti: è una sfida difficile, su cui stiamo lavorando».
Quali sono le maggiori difficoltà dell’accordo?
«L’aspetto sindacale è il principale ostacolo: quando fondi società che hanno dipendenti con contratti diversi, devi trovare un equilibrio. Noi Aps, tra l’altro, i nostri lavoratori li abbiamo sempre trattati bene...»
Dice che così non è per i dipendenti Fs-Busitalia?
«Hanno contratti inferiori ai nostri, e questo è un problema a cui stiamo cercando di trovare una soluzione. Vorremmo anche che fossero risolte alcune vecchie cause di lavoro che risalgono ancora a quando l’azienda del trasporto della nostra provincia si chiamava Sita».
Altri ostacoli verso la fusione?
«L’assetto patrimoniale, la riorganizzazione del personale e il piano di investimenti, acquisto nuovi mezzi per esempio. Ma sono fiducioso».
Il suo mandato scade a fine giugno: crede di riuscire a sciogliere i nodi in così poco tempo?
«Guardi, io sono una persona positiva. Quando ho degli obiettivi condivisi da raggiungere non mollo la presa, non cerco scuse metto in campo tutto il mio impegno. Ho avuto la fortuna di lavorare con persone con cui sono stati disegnati progetti di qualità: con Zanonato e Rossi ho condiviso tutto. Ora inseguiamo questa fusione che darebbe al trasporto pubblico un valore in più».
Ogni tanto arrivano segnalazioni di utenti che ce l’hanno con il comportamento dei vostri autisti. Le risulta?
«Non succede spesso, ma a volte succede. Gli autisti sono persone come tutti noi, può capitare che abbiano una giornata storta. Sa cosa le dico? Fate bene a scriverlo sul giornale se succede un episodio in cui davvero l’autista si è comportato in modo non corretto. Nel nostro nuovo sito internet ho voluto che si vedesse bene in homepage la scritta: reclami. Voglio un rapporto leale con i cittadini. E comunque sono certo che in Aps la qualità degli autisti è molto buona».
Dicono che vorrebbero più corsie protette, lo sa?
«Certo che lo so. Padova non è una città facile da questo punto di vista. Però sono allo studio corsie riservate in alcuni tratti, per esempio in corso Milano. Puntiamo sempre a migliorare il servizio e i tempi di percorrenza, ma nel rispetto anche della mobilità complessiva cittadina».
Lei Levorato ci va mai sugli autobus?
«Mi muovo con il bus o con il tram spesso. E se vuole un giudizio sul servizio, le rispondo che è positivo: con la disponibilità economica che abbiamo, con un biglietto a un costo inferiore alle altre grandi città, forniamo ai padovani il meglio possibile».
Sta dicendo che il trasporto pubblico non è sufficientemente finanziato?
«Si sa che la Regione ha fatto dei tagli non indifferenti: per questo abbiamo per la prima volta un bilancio in rosso. Al trasporto pubblico bisogna credere: ne hanno bisogno gli studenti, gli anziani, le donne e i lavoratori pendolari. Le grandi città europee hanno investito moltissimo sul trasporto pubblico, sulla sua integrazione, sulla modernità della mobilità urbana. La Regione Veneto non ha dimostrato in questi anni di crederci, e mi dispiace. Sta sbagliando».
La Regione dice che dobbiamo eliminare gli sprechi.
«Noi siamo noi, mi creda, a sprecare risorse. Siamo attente alle corse, e stiamo anche cercando di limitare il fenomeno dei portoghesi con l’esperimento del biglietto a bordo e dei vigilantes».
Prima la fusione con Fs-Busitalia o prima con Actv?
«Oggi incontro i dirigenti Busitalia. L’accordo con Rovigo è più logico. Poi pensiamo ad allargare la fusione con Venezia, dove non avremo difficoltà sindacali perchè i lavoratori padovani e veneziani hanno un contratto simile, ma dove però esiste un bilancio più complesso da gestire».
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