Travolta in bici, muore a 28 anni: «Era quasi arrivata a casa, ora i figli chiedono della mamma»
Dopo aver perso una figlia di quattro anni per una rara malattia, Nihal e il marito si erano trasferiti da Padova a Brugine per ricominciare. L’incidente e poi la morte dopo due giorni di agonia. Il marito: «Un altro fulmine sulla nostra famiglia»

«Ci eravamo trasferiti da Padova per toglierci dalla testa i ricordi dolorosi del passato, qui pensavamo di aver trovato la pace. Ma è arrivato questo fulmine, che fa malissimo». Youness Zidane tenta di farsi forza, soprattutto per i suoi piccoli, Ajman e Jasmine, che oggi piangono la loro mamma. Il 38enne marocchino è il marito di Nihal El Kaddouri, 28enne di Had Boumoussa, cittadina nel cuore del Marocco: la donna è morta l’altro giorno, dopo due giorni di ricovero ospedaliero.
Due anni fa, la tragedia
Martedì mattina, alle 8.30, era stata investita da un’automobile in via Roma, dopo aver accompagnato il figlioletto in asilo a Campagnola. Le sue condizioni erano parse subito disperate, la tragedia si è compiuta dopo appena quarantotto ore.
«Due anni fa io e mia moglie abbiamo dovuto attraversare un momento di grande difficoltà e dolore, la perdita della nostra bambina Jasmine, che aveva appena quattro anni», racconta l’uomo.
«Se l’è portata via una malattia rara. È per ricordarla che abbiamo deciso di dare lo stesso nome alla bimba che è nata un anno e mezzo fa». La coppia, all’epoca della tragedia, viveva a Padova, alla Stanga. «Ci siamo trasferiti a Brugine anche per provare a dimenticare quel momento, a toglierci dagli occhi tutti i ricordi che ci riportavano a lei».
«Fulmine all’improvviso»
In via Caldeveggio era quindi ripartita la vita di Nihal e Youness: «Poi martedì è arrivato un nuovo fulmine», sono le parole usate dal 38enne. Nihal aveva accompagnato a scuola il piccolo Ajman, in bicicletta. Nel rimorchio della dueruote, con lei, c’era anche Jasmine.
«Quando era praticamente a pochi metri da casa – mancava davvero poco – è stata presa in pieno mentre attraversava le strisce pedonali», spiega il coniuge. Al volante dell’auto, una Bmw, c’era una 45enne di Bovolenta, che a sua volta aveva appena portato il figlio a scuola. «La conducente, ai vigili, ha detto che non si è accorta di mia moglie perché è stata accecata dal sole. Non so se sia stato effettivamente così, so solo che sicuramente correva perché per fare quello che ha fatto non poteva che andare ad alta velocità. E per miracolo mia figlia è rimasta illesa…».
La situazione
La famiglia marocchina si è già rivolta a un legale, anche per tutti i risvolti che questa vicenda porterà inevitabilmente con sé. La conducente della Bmw è ora indagata per omicidio stradale, la Procura ha richiesto ulteriori accertamenti. «Ma poco importa, ciò che conta è che ora due bambini piccoli chiedono della loro mamma. Saranno giorni difficili, per tutti».
A sostenere il peso della situazione, in aiuto a Youness, in questi giorni è arrivata in particolare la sorella. Il fratello di Youness, invece, si sta occupando delle pratiche legali. Nella villetta di via Caldeveggio, in queste ore, è un continuo via vai di famigliari e amici, per portare la propria vicinanza all’uomo e ai due bimbi.
L’ultimo saluto
L’addio a Nihal verrà dato nei prossimi giorni nella moschea di Piove di Sacco – si dovrà attendere il nulla osta dell’autorità giudiziaria – quindi la salma della giovane madre ritornerà nel proprio Paese d’origine, dove vive ancora tutta la sua famiglia.
(ha collaborato Martina Maniero)
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