Padova, i residenti fanno causa al Comune: «Troppo rumore dai campetti»
Chiedono risarcimento economico e installazione di barriere fonoassorbenti. Bonavina: «Resisteremo, iniziativa realizzata nell’interesse della collettività»

Un gruppo di residenti di Voltabarozzo ha fatto causa al Comune per i rumori molesti provocati dagli utenti di una piastra polivalente in via del Commissario. Palazzo Moroni ha deciso, durante l’ultima seduta di giunta, di costituirsi in giudizio davanti al Tribunale civile per difendersi. A ricostruire la vicenda è l’assessore all’Avvocatura civica, Diego Bonavina: «Nell’ambito di un progetto abbiamo riqualificato 11 piastre sportive e ne abbiamo costruite altre quattro. Su sollecitazione della Consulta di quartiere abbiamo realizzato una piastra da basket e un campo da calcio a cinque in erba sintetica in via del Commissario, inaugurati la scorsa estate con grande soddisfazione di tutti».
Con l’avvio delle attività, però, sono iniziati i malumori da parte di alcuni residenti. «Inizialmente ci è stato chiesto di installare una videocamera di sorveglianza e lo abbiamo fatto, nonostante la complessità dell’intervento dovuta all’assenza della fibra», riferisce Bonavina. Successivamente sono arrivate le lamentele per l’utilizzo delle strutture a qualsiasi ora del giorno (e della notte, soprattutto).
Per far fronte al problema, l’amministrazione ha stretto un accordo con Casa a colori. «Abbiamo affidato loro la custodia dello spazio, si occupano di aprire e chiudere l’area secondo orari ben definiti», precisa l’assessore, aggiungendo che «non è stata installata l’illuminazione, proprio per consentire l’utilizzo delle piastre solo nelle ore diurne». Nonostante gli interventi, alcuni residenti hanno avviato un procedimento di mediazione chiedendo l’installazione di barriere fonoassorbenti tra i campetti e le abitazioni. Il Comune non ha aderito alla richiesta, ma ha comunque provveduto a rivestire con gommapiuma i canestri e i pali delle porte da calcio per ridurre l’impatto acustico.
Le misure adottate non sono però bastate a evitare il ricorso in tribunale. I residenti chiedono risarcimenti per decine di migliaia di euro e l’installazione dei pannelli fonoassorbenti.
Dal canto suo, l’amministrazione ribadisce la legittimità e la correttezza del proprio operato e chiede il rigetto integrale delle domande avanzate dai ricorrenti. «Resisteremo», assicura Bonavina, «si tratta di un’iniziativa realizzata nell’interesse della collettività, fortemente voluta dalla Consulta di quartiere e per cui abbiamo investito risorse con il solo scopo di offrire ai ragazzi della zona una struttura protetta, con regole e orari precisi».
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