«Le stanno rubando i soldi», ma la banca (vera) la salva
Una 72enne di Vigonza ha evitato la trappola grazie all’attenzione degli addetti allo sportello. Il raggiro è cominciato con una telefonata dal numero della stessa filiale

Hanno tentato in ogni modo di raggirare una pensionata di 72 anni di Vigonza, che si è salvata grazie al caso e agli impiegati della banca che hanno fiutato l’inganno rifiutando di eseguire il bonifico richiesto.
Giovedì scorso il marito della 72enne riceve una telefonata: venga subito in banca perché da Lugano hanno fatto due tentativi di entrare sul suo conto e rubarle i soldi. Non c’era motivo di dubitare che non fosse l’istituto di credito a chiamare perché sul cellulare compariva la dicitura “Banca Pionca”.
L’uomo passa la chiamata alla moglie, è lei ad occuparsi dei conti. «Sono il procuratore» le dice l'uomo «non c’è nessun problema, il conto è bloccato, non le portano via niente e se le portano via i soldi io mi levo la divisa e vado a fare un altro lavoro. Adesso la metto in contatto con i carabinieri».
Il finto maresciallo
L’interlocutore che subentra al “procuratore” si presenta come il "maresciallo di Pionca" e le chiede quando può passare in caserma.
«Anche subito» risponde la 72enne, ma il “maresciallo” le dice no: «C’è la fila dei cittadini a denunciare perché oggi a Pionca sono state derubate 19 persone, venga alle 19.30».
A quel punto la linea torna al “procuratore” che le dice di andare subito in banca a Pionca, invece la 72enne va alla filiale di Reschigliano. Il “procuratore”, sempre in contatto telefonico con la donna, è contrariato e la obbliga a tornare a Pionca. Ma si fa tardi.
Il bonifico istantaneo al camperista
«Signora la banca è già chiusa, facciamo domani alle 8.30» le annuncia il “procuratore”. Venerdì mattina il “procuratore” puntualmente le telefona: deve andare in banca a Pionca a sistemare facendo un bonifico istantaneo di 22mila euro. Le dà l'iban e come destinatario «camperista, così li prendiamo in giro» dice.
Obbliga poi la donna a lasciare in macchina il marito, a entrare in banca col cellulare in comunicazione in tasca e non spiegare nulla allo sportello. Il cassiere, che la conosce, cerca di indagare su quella somma così alta e la mette in guardia rifiutandole il bonifico. La pensionata esce dalla banca ma il truffatore insiste: il bonifico va fatto.
La banca sventa la truffa
Così lei torna a Reschigliano, ma anche qui il rifiuto è netto: «Signora è una truffa» l’avvertono. La 72enne a quel punto avverte della difficoltà il “procuratore”, che insiste: il bonifico devono accettarglielo e le dà ulteriori istruzioni su iban e destinatario. La donna rientra in banca per parlare col direttore, che però è impegnato. Così esce e avverte il procuratore, sempre in contatto telefonico, che è stanca di girare e chiamerà il genero.
Sentendola risoluta, il procuratore getta la spugna e le risponde «va bene» senza più farsi vivo. Inutile dire che il genero l'ha accompagnata di corsa a presentare denuncia. «Ho passato due giorni da incubo» commenta la 72enne «ci ha tratto in inganno la telefonata che risultava arrivare dalla banca, un trucco, e ci sono cascata. Ringrazio le due filiali che non mi hanno fatto il bonifico e voglio dire a tutti di stare attenti. A me è andata bene per fortuna».—
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