Turismo, Tivigest cambia pelle
Tivigest, uno dei primi dieci gruppi nazionali attivi nel settore del turismo, punta a crescere sui mercati internazionali e a nuove acquisizioni. Archiviato il 2011 con 39 milioni di fatturato, il nuovo management guidato da Giorgio Palmucci (ex a.d. del club Méditerranée), ha messo a punto un piano industriale che ha l’obiettivo di toccare i 60 milioni di euro nel 2014 dopo un 2012 che dovrebbe chiudere a 44 milioni.
Ieri a Milano la società padovana controllata da Solfin Internazionale (fa capo ad un trust della Compagnia delle Opere), ha presentato il nuovo marchio e il progetto di intera riorganizzazione della rete. Tivigest, per una migliore visibilità internazionale ha assunto ora la denominazione di Thresorts by Tivigest. Graziano Debellini, presidente del gruppo, ha messo la parola fine sul “piccolo è bello”. «Nel momento della crisi - ha detto - è importante il cambiamento. Per crescere ci siamo affidati a figure professionali in grado di interpretare al meglio i nuovi trend di mercato».
Quest’anno Tivigest ha già acquisito un villaggio a cinque stelle in Sardegna, il Golf hotel Is Arenas. Sono in corso altre trattative con strutture-vacanza che rispecchiano il target familiare al quale si rivolge la società padovana. Le trattative sono in corso sulla costa toscana e ligure e in una località delle Alpi. Thresorts è già oggi il primo operatore turistico nel ramo montagna invernale, grazie alle storiche presenze a Corvara, St. Moritz e La Thuile.
Tivigest manterrà la sede legale a Padova mentre a Milano sarà la direzione commerciale. Il management è stato totalmente cambiato nell’ultimo anno con l’inserimento di nuovi profili per il settore commerciale e marketing. Thresorts ha superato il periodo di crisi grazie ad una politica conservatrice nel momento in cui tutti i maggiori concorrenti facevano scintille. Ma oggi Debellini può notare soddisfatto come ex colossi del calibro di Parmatour e Valtur siano spariti, o passati di mano come Jolly hotels. «Il turismo in Italia poteva affermarsi come un grande valore - ha aggiunto Debellini - invece la dispersione di energie e la frammentazione lo hanno impedito. Oggi è d’obbligo studiare alleanze e unire le forze».
Mauro Pertile
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