Ubriaco, fa la pipì nel chiostro della Basilica del Santo: denunciato

È successo nel pomeriggio del 28 maggio, protagonista un 52enne straniero. L’uomo aveva precedenti ed era già noto alle forze dell’ordine

L'uomo è stato denunciato dalle forze dell'ordine
L'uomo è stato denunciato dalle forze dell'ordine

È stato sorpreso mentre urinava all'interno di uno dei chiostri della Basilica di Sant'Antonio, nel cuore del complesso monumentale frequentato ogni giorno da fedeli, turisti e pellegrini. Protagonista dell'episodio un cittadino marocchino di 52 anni, irregolare sul territorio nazionale e già noto alle forze dell'ordine, fermato dalla Polizia di Stato e successivamente trasferito al Centro di permanenza per i rimpatri di Brindisi.

L'intervento è scattato nel pomeriggio di giovedì 28 maggio, dopo la segnalazione del custode della Basilica, che ha richiesto l'arrivo di una pattuglia denunciando la presenza di un uomo in evidente stato di ubriachezza all'interno del Chiostro del Beato Luca Belludi. Secondo quanto riferito, poco prima il 52enne aveva urinato contro un muretto dell'area monumentale.

Gli agenti delle Volanti lo hanno rintracciato poco dopo, disteso su una panca all'interno del complesso religioso. Dagli accertamenti è emerso che l'uomo viveva senza fissa dimora ed era destinatario di un precedente ordine di lasciare il territorio nazionale, mai rispettato.

A suo carico risultano numerosi precedenti per reati contro il patrimonio e la persona, tra cui rapina, furto, ricettazione, spaccio di sostanze stupefacenti, lesioni, percosse, minacce e danneggiamento. Nel tempo era stato inoltre segnalato più volte per episodi di ubriachezza molesta e per violazioni della normativa sull'immigrazione.

Il 52enne è stato sanzionato per ubriachezza e per atti contrari alla pubblica decenza, oltre a essere denunciato per l'inottemperanza al provvedimento di espulsione. Al termine delle procedure, il questore di Padova Marco Odorisio ha disposto nei suoi confronti un avviso orale e il trasferimento nel Cpr di Brindisi, dove è stato accompagnato dagli agenti dell'Ufficio Immigrazione in vista del rimpatrio.

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