Un Botellòn vuoto la pioggia rovina la festa

La macchina organizzativa schierata tutta la notte: forze dell’ordine, Suem pompieri e 40 bagni chimici. Il Comune: mettere regole ai grandi eventi sul web
Di Fabiana Pesci

Giove pluvio batte Bacco con un netto 6-0: niente fiumi d'alcol in Prato della Valle, solo pioggia per tutto il giorno. Ma anche quando la luna ha fatto capolino dalle nuvole la musica non é cambiata. Il Botellòn in versione autunnale é stato un flop: nella piazza blindata uno spettacolo desolante. Alle 23 solo qualche sparuto gruppo di giovanissimi che girava a caccia di un po' di movida. Ma é stata una ricerca vana. Erano di gran lunga di più le persone che passeggiavano gustando un gelato di quelle che alzavano i calici, di più i passeggini che i ragazzi.

Padova per la seconda volta in pochi mesi doveva essere la capitale di un maxi raduno alcolico, il Botellon. A maggio si sono ritrovati in migliaia, ieri sera, al netto delle forze dell'ordine, poco prima di mezzanotte erano al massimo un centinaio. Nonostante l'imprevedibile flop, il dispiegamento di forze dell'ordine era quello delle grandi occasioni: carabinieri, polizia, vigili del fuoco, polizia municipale, ma c'erano anche i volontari della Protezione civile, della Croce verde. Poi l'unitá cinofila alla ricerca di droga. A far da cornice al Prato una lunga teoria di bagni chimici per le esigenze fisiologiche dei presenti. Costo per la collettività dell'operazione bagni? Oltre tremila euro.

La conta di uomini schierati per la festa flop? Roba da capogiro: 25 solo tra i vigili urbani, nel battaglione dei carabinieri poi c'erano pure 20 militari provenienti da Laives che hanno dovuto dormire in albergo. Ma per far fronte al presunto assalto di giovani ubriachi anche il pronto soccorso dell'azienda ospedaliera era sceso in trincea, potenziando turni di medici e infermieri.

Questa festa é rimasta virtuale: su Facebook il tam tam era battente, idem su Twitter. Lo spettacolo in piazza? Desertico. A vegliare sul raduno c'erano i vertici delle istituzioni, compreso il questore Vincenzo Montemagno, che è tornato a casa a notte fonda. Di fronte al dispiego di forze Daniele Formaggio, capo di gabinetto del sindaco Flavio Zanonato e quindi «portavoce» del Comune, non ha usato parole tenere: «Bisognerebbe mettere un freno alle feste virtuali organizzate sui social network. I loro costi, a prescindere che vengano realizzate o meno, ricadono sulla collettività. In un periodo di crisi come questo, per certi scherzi sui grandi eventi via web bisognerebbe pensarci due volte».

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