Un Primo Maggio tra le proteste di chi deve lavorare

Oggi i sindacati in piazza con volantinaggio e sit-in contro chi non rispetta il diritto dei lavoratori a fare festa
PD 01/05/01 G.M. PIAZZA DEI SIGNORI FESTA DEL LAVORO (SALMASO/PADUANO)
PD 01/05/01 G.M. PIAZZA DEI SIGNORI FESTA DEL LAVORO (SALMASO/PADUANO)

PADOVA. In piazza contro chi non rispetta il diritto dei lavoratori a far festa. Davanti ai negozi con le braccia incrociate per tuonare «sciopero» contro i gruppi della grande distribuzione.

Sono queste le due facce della giornata del Primo Maggio che questa mattina calamiterà almeno due migliaia di persone nel cuore storico della città, fra piazza dei Signori e il Liston. La Festa del Lavoro di quest’anno è unica e singolare: mai nella storia della Repubblica si era assistito all’apertura di grandi magazzini, negozi e supermercati in centro.

Oggi questo accadrà, e chi passeggerà soprattutto nel pomeriggio lungo la pedonale fra piazza Garibaldi, il Pedrocchi e via Roma, oltre alle tre piazze, se ne accorgerà. Non deve allora stupire che centinaia di commesse scendano in strada per gridare il proprio dissenso contro il decreto Monti e contro chi le costringe ad andare a lavorare il primo maggio. L’appuntamento di protesta contro la decisione di alcuni negozi a tenere oggi aperto, fra cui La Rinascente e Coin, è alle 10 sul Liston con il presidio e volantinaggio della Filcams-Cgil. La segretaria provinciale della categoria, Cecilia De Pantz, spiega così la decisione di scioperare da soli, senza il sostegno di Fisascat e Uiltucs: «L’obiettivo del nostro presidio è quello di tutelare le ragazze e le donne che sono costrette a lavorare per un ordine di servizio. Quest’atteggiamento antidemocratico fa capire che ormai non ci sono più regole per nessuno, a favore di una mercificazione selvaggia di oggetti e persone».

Commesse e popolo della Filcams si riuniscono nel tratto tra piazza Garibaldi e piazzetta Garzeria, per poi convergere verso le 11 in piazza dei Signori, dove si tiene il fulcro dell’iniziativa dei sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil di Padova per la Festa del Primo Maggio. La manifestazione dal titolo «Lavoro e crescita per uscire dalla crisi», inizia alle 10 con gli interventi del sindaco di Padova Flavio Zanonato e della presidente della Provincia Barbara Degani. A seguire, gli appelli dei tre leader sindacali Andrea Castagna (Cgil), Adriano Pozzato (Cisl) e Nello Cum (Uil).

Verso le 11 l’attore Roberto Citran intrattiene il «popolo che paga la crisi» con letture e riflessioni sui temi del lavoro. A seguire, la musica della Piccola Bottega Baltazar e di Gualtiero Bertelli. Nel presentare la giornata il segretario della Cisl Adriano Pozzato ha sottolineato tutta la criticità del momento: «Questa fase è davvero pesante e delicata, ma il primo maggio deve rimanere una giornata di festa puntando a riprendere il cammino per la crescita e per garantire futuro ai giovani. Per ottenere una vera crescita deve esserci una rete di alleanze e per questo richiameremo gli enti locali all’azione e a una reale disponibilità nell’intrecciare alleanza». Un appello ai sindaci per non aumentare addizionale Irpef e Imu arriverà da Nello Cum: «Cari sindaci, caro Zanonato, capiamo bene che siete in forte difficoltà nel far quadrare i conti di bilancio, ma non aumentate l’addizionale Irpef e l’Imu sulla prima casa, perché non tolleriamo più che a pagare siano sempre e solo i dipendenti e i pensionati». Tornando al tema dei negozi aperti, il numero uno della Cgil, Andrea Castagna, fa capire quanto fastidio dia in questo periodo di crisi vedere che le grandi catene della distribuzione guardino solo al loro profitto: «Aprire i negozi oggi significa che, purtroppo, la competizione globale non riconosce più il valore al lavoro e ai lavoratori».

Nei loro discorsi ai cittadini-lavoratori non mancheranno richiami al ministro Fornero sulla questione dei pensionati e pensionandi esodati: quanti sono coinvolti? A quando le risposte del governo? E non tarderà a far breccia neppure il tema legato all’ondata di antipolitica in corso.

Massimo Nardin

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