Un solo pronto soccorso, a Schiavonia

Quando sarà pronto l’ospedale saranno soppresse le sedi di Este e Monselice. Lo scorso anno le urgenze sono diminuite
Di Nicola Cesaro
Belluco..Ospedale di Monselice...Nella foto: il pronto soccorso...ph. Zangirolami
Belluco..Ospedale di Monselice...Nella foto: il pronto soccorso...ph. Zangirolami

MONSELICE. Conto alla rovescia per i pronto soccorso di Monselice ed Este. La direzione dell’Usl 17 ha ufficializzato che le due unità di prima emergenza della Bassa chiuderanno i battenti non appena diverrà operativo il nuovo ospedale di Schiavonia. A confermarlo è il direttore generale Giovanni Pavesi: «Più che per una questione di risparmio di risorse, a imporcelo è la legge. In presenza di un ospedale nel territorio, già dotato di un moderno pronto soccorso, non possiamo mantenere attive altre strutture simili in un raggio limitato di chilometri». Gli storici pronto soccorso di Monselice ed Este, dunque, hanno vita breve. Verrà sacrificata la comodità in termini di distanze, ma si farà un passo avanti a livello qualitativo, come ha ben illustrato il direttore del dipartimento di Emergenza e specialità chirurgiche, Nicola Annunziata. Oltre ad essere dotato delle più moderne apparecchiature e ad essere organizzato in maniera estremamente funzionale, il futuro pronto soccorso di Schiavonia potrà contare anche su una apposita sezione di radiologia, attiva 24 ore su 24 solo per le esigenze emergenziali. L’annuncio sulla smobilitazione dei due pronto soccorso, assieme alla conferma che resterà molto probabilmente attivo il punto di primo intervento di Montagnana (più un ambulatorio attrezzato, tuttavia, che un vero pronto soccorso), è arrivata nel corso della relazione annuale sulle attività dell’Unità operativa di Pronto soccorso dell’Usl 17. Nel 2012 tra Monselice, Este e Montagnana si sono contati 56.729 accessi, l’8.5% in meno rispetto al 2011, che ne aveva contati 62.013. Quasi metà degli utenti sono stati etichettati con il codice “bianco” (21.615), 20.350 con il “verde”, 8.715 con il “giallo” e 768 con il “rosso”. Curioso il calo netto dei codici di maggiore emergenza, che nel 2011 erano stati 1.101, quasi un terzo in più. Alla statistica si aggiungono anche i 5.281 controlli eseguiti senza triage e il 12% di ricoveri nei reparti sul totale degli accessi, cifra che per gli addetti del settore equivale ad una conferma del buon funzionamento generale dell’attività del pronto soccorso. Commenta Annunziata: «La riduzione, seppur modesta, del ricorso al pronto soccorso da parte degli utenti è dovuta probabilmente alla maggiore sensibilizzazione dei medici di medicina generale ed ai percorsi di visite specialistiche urgenti, che in alcuni casi vengono espletate direttamente negli ambulatori specialistici senza passaggio nelle nostre strutture». Il calo è inoltre imputabile anche alla stangata che impone da fine 2011 il pagamento del ticket per le prestazioni da codice “bianco”: i 50 euro da pescare nel portafogli spesso e volentieri pesano più del malessere che porta l’utente a rivolgersi al pronto soccorso.

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