Una montagna di droga in garage

La polizia ha trovato il deposito del “signore delle piazze” dopo 181 tentativi
FERRO - AGENZIA BIANCHI - PADOVA - QUESTURA DI PADOVA , MAXI SEQUESTRO DROGA
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I poliziotti della Mobile lo tenevano sotto controllo da mesi. Quello straniero con al volante dell’Alfa Mito non era passato inosservato nell’ambito dello spaccio padovano. Fonti riservate della polizia lo indicavano come un trafficante di alto livello capace di procurare ingenti quantitativi di qualsiasi tipo di stupefacente. Dorian Konti, albanese 32enne, residente a Padova, era stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile nel settembre scorso, sorpreso con 500 grammi di eroina nascosti nella sua Alfa Mito vicino alla chiesa di Santa Giustina, in Prato della Valle. Partirono una serie ulteriori di indagini, svolte anche in Albania che hanno portato preziose informazioni agli uomini del vice questore aggiunto Giorgio Di Munno. L’altro ieri gli ha notificato un’ordinanza cautelare in carcere, emessa dal giudice delle indagini preliminari Mariello Fino visto che gli sono stati contestati nuovi episodi di spaccio. Dalle indagini effettuate, era emerso che il trafficante aveva trasformato un appartamento e il pertinente garage in una vera e propria raffineria dove lavorava e imbustava sostanza stupefacente destinata alla vendita. L’immobile si trova in via Bassa 320 a Campodarsego e proprio qui gli agenti hanno sequestrato 75 chilogrammi di marijuana, pari a 90.257 dosi medie, 11 chili di eroina e 1 chilo di cocaina, pari a 5311 dosi medie, che l’albanese deteneva ovviamente a fini di spaccio. Nessuno dei vicini di casa sospettava che in quel garage ci fosse droga per un valore di centinaia di migliaia di euro. Konti era un grossista di alto livello e non riforniva i piccoli spacciatori, ma altri spacciatori che a loro volta si servivano di pusher magrebini che vendevano le sostanze ai consumatori. Era lui, insomma, in cima alla holding dello spaccio che sicuramente aveva un ruolo di primo piano nella piazza Padovana. La droga, di qualsiasi tipo gli arrivava direttamente dall’Albania, dove però non andava personalmente, almeno da quanto hanno accertato gli inquirenti. Ma poteva vantare dei canali giusti, corrieri puntuali che gli portavano quello che lui chiedeva per alimentare il mercato dello stupefacente padovano.

Nella prima perquisizione in auto l’albanese aveva con sè un mazzo di chiavi e un telefono cellulare. Analizzando il segnale dello smartphone sono riusciti a risalire alla zona di residenza attraverso le celle della telefonia mobile. È spuntata così via Bassa a Campodarsego. I poliziotti con le chiavi trovate in auto, hanno provato tutte le serrature del quartiere: 181 tentativi prima di arrivare a quello giusto. (c.bel.)

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