Una mostra, un convegno, le voci per l’omaggio a Luigi Squarzina

VENEZIA. Luigi Squarzina (1922-2010), una delle personalità che con i suoi diversi apporti creativi ha fortemente segnato le vicende del teatro italiano ed europeo del ’900, ha donato la sua...
Di Giuseppe Barbanti

VENEZIA. Luigi Squarzina (1922-2010), una delle personalità che con i suoi diversi apporti creativi ha fortemente segnato le vicende del teatro italiano ed europeo del ’900, ha donato la sua biblioteca personale al Centro Studi sul Teatro della Fondazione Cini che in questi giorni, in collaborazione con l’Accademia Nazionale dei Lincei, gli rende omaggio con l’evento “Luigi Squarzina. Drammaturgo, regista teatrale e studioso”, articolato in diversi momenti (una mostra, un convegno e una serie di testimonianze e letture nel tardo pomeriggio a corollario dei lavori di ciascuna delle giornate del convegno).

Fino al 31 ottobre si visita alla Biblioteca della Nuova Manica Lunga sull’Isola di San Giorgio (lunedì e venerdì dalle 9 alle 16.30; da martedì a giovedì dalle 9 alle 18.30; sabato e domenica esclusivamente con il servizio di visite guidate) una mostra di bozzetti di scena, figurini e modellini, provenienti dalle collezioni private degli scenografi Giovanni Agostinucci, Gianfranco Padovani e Pier Luigi Pizzi, di alcuni allestimenti teatrali e lirici del maestro fra cui “Il Gattopardo” (1967), “I Rusteghi” (1969), “Madre Courage e i suoi figli” (1970), “Il fu Mattia Pascal” (1974), “Tosca” (1990), “La Locandiera” (1991), “Barbiere di Siviglia” (1992), “Cavalleria Rusticana” e “Pagliacci” (1996).

Inoltre, nella Sala Antitesoro, corredo indispensabile per una mostra che vuol documentare l’attività di chi ha diretto tanti spettacoli, il visitatore trova uno Spazio proiezioni, dove, grazie alla partnership con Rai Radio3media, è possibile vedere e ascoltare materiale audio e video inedito: interviste e registrazioni di testi da Squarzina scritti e diretti come “Tre quarti di luna” (1956) e “Il Pantografo” (1960), racconto per voci e suoni sulla tragedia di una morte bianca entrato negli annali della radio italiana perché per la prima volta per un radiodramma si lavorò in esterno.

Una vera e propria chicca è il restauro operato per l’occasione da Rai Radio3 del celebre “Amleto”, con Vittorio Gassmann, diretto da Squarzina nel 1952 che potrà essere riascoltato a sessant’anni dalla messa in scena.

Momento più significativo dell’evento è il convegno internazionale in programma da giovedì 4 a sabato 6 ottobre nella Sala Barbantini, le cui sessioni saranno raggruppate attorno a tre temi principali per scandagliare l'intensa attività professionale di Squarzina: studioso (fu docente universitario al Dams di Bologna e a Roma), drammaturgo e regista teatrale. Ognuna di queste sessioni si arricchirà delle riflessioni critiche di molti dei più autorevoli docenti universitari e critici teatrali italiani, e troveranno spazio gli interventi di ricercatori più giovani, che hanno potuto conoscere il lavoro di Squarzina attraverso gli studi.

Dalle 17.30 in poi dal 4 al 6 ottobre Paola Gassman e Ugo Pagliai leggeranno lettere della corrispondenza di Vittorio Gassman con Luigi Squarzina come prologo dell’ascolto di alcuni brani di “Amleto”, che sarà, poi, introdotto dal critico Antonio Audino. Non mancheranno le testimonianze di artisti, registi, attori che con Squarzina si sono formati, fra cui Gabriele Lavia, Giuliano Scabia, Marco Sciaccaluga e Luca Ronconi che debuttò con Squarzina come attore.

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