Unione dei Comuni Bovolenta se ne va «Solo complicazioni»
BOVOLENTA. Già nei mesi scorsi il sindaco Vittorio Meneghello aveva espresso, con toni piuttosto duri, la volontà di uscire dall’Unione dei Comuni del Conselvano. Ora la decisione è ufficiale: Bovolenta tronca di netto il sodalizio con gli altri sei comuni, in testa Conselve, dopo nove mesi tormentati. Meneghello ha inviato una lettera al presidente dell’Unione, il sindaco di Conselve Antonio Ruzzon, chiarendo che dal primo gennaio 2015 Bovolenta tornerà ad essere un Comune “autonomo” e chiedendo perciò il trasferimento dei dipendenti e dei servizi che gli spettano. Già alla fine di agosto il sindaco aveva affidato a una lunga lettera le critiche alla gestione “centralizzata” dell’Unione, ricordando che gli amministratori hanno perso il controllo politico dei singoli municipi. «Per mesi mi sono trovato gli uffici comunali desolatamente vuoti» racconta Meneghello «e i nostri dipendenti trasferiti altrove, senza preavviso né condivisione. Ogni giorno ci sono delle discussioni e mi sono trovato di fronte un muro di gomma. Non possiamo continuare in questo modo perché ai cittadini non stiamo dando nessun servizio mentre abbiamo visto crescere a dismisura la burocrazia. Uscendo dall’Unione ritengo di non fare alcun danno ai miei cittadini visto che in questi mesi non hanno ricevuto alcun beneficio. L’Unione era stata concepita per semplificare e risparmiare, non per complicarci la vita e trovarci a fare i conti con gli uffici sguarniti. Rivogliamo le nostre funzioni e i nostri 13 dipendenti, poi vedremo come rispettare la legge che ci impone le condivisioni dei servizi con altri Comuni». Stasera il sindaco discuterà della decisione in consiglio comunale, in vista di una delibera che ratifichi l’uscita definitiva. Nel frattempo il sindaco di Conselve, nella veste di presidente dell’Unione, si augura che Meneghello partecipi alla giunta convocata oggi. «Ci sono dei temi importanti da discutere e vorrei che tutti fossero presenti. I sindaci hanno piena autonomia decisionale e non ci sentiamo di obbligare nessuno. Certo accogliamo con rammarico e dispiacere la scelta di abbandonare l’Unione e un percorso che avevamo condiviso».(n.s.)
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