Università, decisa la laurea honoris causa per il Nobel Hoffmann

PADOVA. L'Università di Padova conferirà la laurea ad honorem a Jules Hoffmann, professore all'Ateneo di Strasburgo, premio Nobel per la medicina nel 2011 ed ex presidente dell'Accademia francese delle Scienze. Lo ha deciso il Senato Accademico, su proposta unanime del Consiglio di Dipartimento di Medicina e con il parere favorevole espresso dalla Commissione per il conferimento delle lauree ad honorem, coordinata dal professor Rosario Rizzuto.
Jules Hoffman, nato in Lussemburgo, cittadino francese, ha conseguito la laurea in Biologia e Chimica a Strasburgo nel 1965. Membro di numerose accademie europee e americane, è autore di preziose pubblicazioni sul sistema immunitario. Attualmente è direttore di ricerca emerito del Cnrs e responsabile del Gruppo di ricerca sulla filogenesi dell'infiammazione presso l'Università di Strasburgo.
Padova gli darà la laurea ad honorem in Medicina e Chirurgia, così come ha proposto il Dipartimento di Medicina nella seduta del 21 marzo scorso, su indicazione del professor Leonardo Punzi che ha collaborato in diverse occasioni con Hoffmann e che sta organizzando con questo studioso, di altissimo livello internazionale, un dottorato in cotutela e che in prospettiva potrebbe diventare un dottorato internazionale.
Jules Hoffmann è autore di una delle più importanti scoperte recenti in campo biomedico: l'esistenza e la natura molecolare di un meccanismo di riconoscimento dei segnali di pericolo (esogeni ed endogeni) che coordina una risposta rapida ed efficace contro infezioni ed altre cause di danno all'organismo. In altre parole, Hoffmann ha individuato i principali meccanismi che l'immunità innata mette in opera per difendersi dalle aggressioni, soprattutto infettive , ma non solo. L'identificazione di queste molecole, denominate "Toll-like receptors", ha rappresentato un avanzamento straordinario nella comprensione del processo dell'infiammazione, che, dato il ruolo di quest'ultima nella patogenesi delle più comuni malattie umane, apre nuove prospettive di terapie farmacologiche e biomolecolari. Ed è stato proprio per questo suo contributo che è stato insignito del premio Nobel per la Medicina nel 2011.
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