Uomini e donne del desiderio al crocevia della Belle Époque

Da settembre a Palazzo Zabarella di Padova l’antologica dedicata a Corcos È la più completa di sempre, cento opere per raccontare un artista e un’epoca
Di Aldo Comello
SANDRI - PRESENTAZIONE MOSTRA CORCOS
SANDRI - PRESENTAZIONE MOSTRA CORCOS

di Aldo Comello

Scrisse Ugo Ojetti nel 1933, anno della morte di Corcos: «Chi non conosce la pittura di Vittorio Corcos? Attenta levigata, meticolosa, ottimistica: uomini e donne come desiderano d’essere, non come sono». Insomma alla base del successo di Corcos, oltre allo straordinario talento, ci sarebbe quasi un incantevole imbonimento?

Con Corcos, dopo il successo della mostra dedicata a Giuseppe De Nittis (gennaio-maggio 2013, 157.097 visitatori con la media di 1402 al giorno) la Fondazione Bano prosegue il suo progetto culturale: finestre aperte sulla pittura dell’Ottocento italiano. Dal 6 settembre al 14 dicembre Palazzo Zabarella ospiterà la più completa antologica mai dedicata a Vittorio Corcos: oltre 100 dipinti, segnavie di un lungo percorso artistico che attraversa universi diversi con uno stile al tempo stesso possente e lieve, non ascrivibile ad alcuna corrente, nel tempo degli “ismi”. Di Corcos è notevole anche la longevità anagrafica e artistica, una lunga vita per i suoi tempi. Comincia a dipingere ancora ragazzo, non contrastato, cosa rarissima, dalla famiglia e continua a lavorare di pennello con fine maestria fino all’ultimo dei suoi giorni nel “buen retiro” di Castiglioncello, dove a cospetto del mare si era comprato una villa, una grande casa per una numerosa famiglia.

Come dice Fernando Mazzocca, questa casa sul mare dove Corcos aveva ripreso la pittura en plein-air dopo le scintillanti esperienze di Parigi e di Londra, fu acquistata da Alberto Sordi e divenne quasi una succursale di Cinecittà. Il capolavoro, comunque l’opera più celebre di Corcos, è “Sogni”. Ritrae una “ragazza moderna”, di squisita eleganza, in atteggiamento pensoso. È l’icona della Belle Époque, immersa in un’atmosfera sospesa tra la libertà fantastica del sogno e l’inquietudine sottile della consapevolezza di un mondo di allegria e spensieratezza sul viale del tramonto.

Un capitolo speciale della mostra sarà dedicato a Parigi dove Corcos vive e lavora dal 1880 al 1886. Soprattutto qui compone una galleria di ritratti di personaggi di spicco e di donne belle e sapienti, le bas bleu che puntano a una formidabile rivoluzione di genere. Spicca il ritratto di una flessuosa Lina Cavalieri, angelica soprano, definita dal D’Annunzio “Venere in terra” Dal pennello di Corcos escono l’imperatore Guglielmo II, Garibaldi, Giosuè Carducci, ma anche Silvestro Lega, macchiaiolo sfortunato, che vive di espedienti. Di rilievo i ritratti dell’editore milanese Emilio Treves. Nel dipinto “In lettura sul mare” con la ragazza vestita di bianco, abiti fruscianti, la vita di vespa, seduta su una sedia da cucina azzurra come il cielo, un monile d’oro che ne fissa il girocollo. La ragazza e due giovani stanno leggendo libri dalla copertina gialla che potrebbero essere della collana di Treves o di Flammarion. La giovane, peculiarità di tutti i dipinti di Corcos, ti guarda negli occhi. In un ritratto, diceva Corcos, gli occhi sono il primo elemento di contatto e per primi vanno dipi. nti. La grazia dei ritratti femminili farà la fortuna internazionale dell’artista, inimitabile “peintre des jolies femmes”, donne che fumano e che leggono. Il pittore livornese dipinge anche Giosuè Carducci e Mascagni che trionfa nei teatri con la sua Cavalleria Rusticana. Lo raffigura a cavallo di una sedia. Tra gli innumerevoli ritratti c’è anche quello di Yorick, pseudonimo di un critico d’arte tra i più feroci, che paragona una veduta campestre della Toscana, opera dei macchiaioli, gialla di stoppie secche, a una frittata bruciacchiata.

Corcos si è costruito una rete di amicizie influenti, dai conterranei Boldini e De Nittis, ai grandi letterati del tempo, a Zola e a Goncourt. È anche uomo di grande cultura: scrive per il Mazzocco e per il Fanfulla della Domenica, articoli limpidi e, a volte, graffianti. Anche dopo il Novecento, quando si sta aprendo l’abisso della Grande Guerra,continua a elaborare la formula fortunata del ritratto mondano, splendido quello della contessa Carolina Sommaruga Maraini. L’ultima seziona della mostra “La luce sul mare”, veste d’arte il soggiorno a Castiglioncello. Qui Corcos riprende l’osservazione della realtà, morbidi paesaggi e “La Coccolì” il ritratto della tenera nipotina sorpresa sulla spiaggia.

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